RICCOBELLI Massimo

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RICCOBELLI Massimo (Giovanni Antonio)

(Bione, 1560 c. - Nembro (BG), 28 agosto 1630). Oltre che al ministero sacerdotale si dedicò alla pittura, alla scuola del Moretto e di Francesco Ricchino. Dovette svolgere i primi anni del suo ministero in Brescia, dove fu titolare della Cappellania di S. Antonio esistente nella chiesa di S. Agata, beneficio che manteneva poi in seguito. Il 24 maggio 1602 fece il suo ingresso come arciprete di Nembro (Bergamo), accompagnato da uno stuolo di familiari: lo zio paterno Giulio, morto a Nembro nel 1605, i fratelli Bartolomeo e Andrea ed i nipoti Gio. Antonio, Lucio e Riccobello. Essi compaiono nei documenti per lo più come testimoni nell'amministrazione del sacramento del matrimonio di coppie di sposi delle più notabili famiglie nembresi. Si dedicò con diligenza alla cura d'anime, come dimostra, dalla lettura degli aggiornati registri parrocchiali, l'attenzione ai fatti della vita parrocchiale annotati in essi. Un suo biografo, Giuseppe Ronchetti, sottolinea come sia stato "benefico alla parrocchial chiesa plebana, agli oratorij, alla prebenda arcipretale e a tutti". Fu amministratore avveduto e scrupoloso, tanto che gli vennero affidate anche le rendite di altri benefici parrocchiali minori, come quello della chiesa di San Faustino. Nel 1608 ristrutturò il presbiterio, abbellì la chiesa parrocchiale e la casa canonica; nel 1611 rinnovò il battistero; nel 1613 procurò un nuovo tabernacolo; nel 1615 fece restaurare l'organo ed istituì la nuova parrocchia di Cornale, e ancora fece costruire il campanile della chiesa di S. Donato. Ma fu sacerdote di grande carità, che dimostrò anche durante la peste, morendo il 28 agosto 1630, come si legge nel libro dei Cresimati: "dopo aver servito agli infetti con grandissima carità ed amore cadde nel mal contagioso, e durò due giorni in detto male e poi rese l'anima al Signore". A succedergli venne chiamato il 29 novembre 1630 il nipote don Riccobello Riccobelli.


Opere: Bione - Parrocchiale - 1) Timpano angolare del confessionale di destra: La Madonna del Carmine fra i Ss. Damiano e Caterina. È firmato «per Jo Massimo Riccobelli. 1583 - 2) Deposizione di Gesù, sul secondo altare a sinistra. Reca le parole «Maximus Riccobellus archipresbiter Nimbri pingebat anno 1612» - 3) Madonna del Rosario fra Santi. Credesi che l'orante in cotta a sinistra della pala sia l'autoritratto dell'autore. Secondo altare a destra, firmato «Maximus q. Domini Antonii de Riccobellis archipresbiter Nimbri pingebat anno 1614 - 4) Pala dell'Altar Maggiore raffigurante l'Assunta (titolare) circondata dai Santi Giovanni Evangelista (patrono), Giovanni Battista, Vigilio, Faustino, Rocco, Bernardino, ai quali sono dedicati i santuari del paese. È firmato «Max. q. D. Ant. de Riccobellis archiprest. Nimbris pingebat an. 1621». Odolo - Parrocchiale - «La Pietà», terzo altare a sinistra, dipinto, alterato nelle tinte, della prima metà del 600. Gli è attribuita anche la pala della chiesa di Gazzane.