PASTICCERIE

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PASTICCERIE

In passato erano dette anche offellerie. Nel 1670 l'impresario teatrale Giacomo Ruffoni era tenuto per contratto a gestire oltre al teatro vero e proprio sito a Brescia in zona Paganora (diventato poi teatro Grande), anche il «loco dove si fa ofellaria» (caffè-pasticceria) adiacente al teatro. Il 18 giugno 1836 venne aperta da Carlo Chiappa la pasticceria Chiappa (v.) in corso Orefici (ora corso G. Mameli). Aveva specialità come la persicata (v.), il bossolà alla bresciana, creato per contrastare l'invadenza dei panettoni milanesi, l'Amaro Chiappa e le "offelle della regina". Rimodernata nel 1894, fu munita, come riferisce "Il Cittadino", "perfino di caloriferi, onde gli avventori possano digerirsi con più sicurezza e tranquillità le offelle e gli sfiadoni, innaffiati da ottimo marsala". È di pochi anni dopo l'apertura della pasticceria Luigi Scaglia in corso Vittorio Emanuele, vicino alla chiesa dei Miracoli (ora corso Martiri della Libertà), inventrice dell'unica specialità bresciana di pasticceria, il biscotto bresciano, duro e di forma tondo-ovale, del quale ebbe a rifornire anche la Real Casa che le attribuì un importante riconoscimento nel 1886. Nel 1884 Enrico Piccinelli apriva in corso Palestro una pasticceria rinomata soprattutto per il bossolà, per l'Amaro alpino Piccinelli e, in Quaresima, per i bianchetti. Nello stesso periodo fu aperta quella di Pietro Vicarielli, in corso Garibaldi 2, che diventerà poi ritrovo abituale del poeta Angelo Canossi. C'erano poi la Rampini sotto i Portici, la Murari, in corso Zanardelli, rinomata anche come fabbrica di cioccolato. Più tardi la pasticceria si accompagnò anche alla caffetteria. Nel marzo 1910 i fratelli Camillo (n. 11/7/1887) e Paolo Almici (1889-1975) di Coccaglio aprivano una pasticceria e bar in città, in via Mercanzie 3. Camillo cessava l'attività nel 1958; Paolo si trasferiva in via Aleardi 20/d, ove i figli proseguono tuttora l'attività. Furono poi aperte la pasticceria Pietro Camera nel 1920 in portici Dieci giornate 53, famosa per il panettone mandorlato e, l'1 gennaio 1924 da Simplicio Zilioli (1894-1956), la pasticceria Zilioli in via Gramsci 25, angolo via Moretto 45, premiata all'Esposizione campionaria nazionale di Firenze nel novembre 1929 con diploma e medaglia d'oro per le specialità panettone, pandoro e persicata. Alla morte di Simplicio, proseguirono i figli Gianni e Claudio che riproposero tra l'altro anche la specialità bresciana detta "chisól". Negli anni Venti i pasticceri erano riuniti in una cooperativa presieduta da Angelo Chiappa, vicepresidente Pietro Camera e segretario Enrico Piccinelli.


In provincia, a Iseo, in piazza Verdura, rinomata era la pasticceria Cervi, di Carlo Cervi (n. a Orzinuovi nel 1880), che nel 1900 era caffè-pasticceria, con fabbrica di biscotti e sala da biliardo. Giuseppe Cervi (n. a Iseo nel 1903) proseguì l'attività del padre e aprì anche a Brescia, in corso Palestro 26, un caffè-pasticceria nel 1940. A Chiari il pasticcere Davide Perego (Chiari 1907-1965) inventò il panettone doppio burrato "S. Faustino". Famose erano anche: a Carpenedolo la pasticceria Pozzi, a Rovato la Lancellotti per le spumiglie, la Turrina di Salò per le torte «alla margherita», a Pontevico la F.lli Pigozzi, a Chiari la "Domenico Tasca". Cedute o chiuse le più antiche pasticcerie, nuovi nomi vengono alla ribalta affiancando a quelle tradizionali (biscotto bresciano, bossolà, persicata, panettoni mandorlati, ecc.) nuove specialità. Nel giugno 1971 andò in pensione, dopo 130 anni di ininterrotto servizio, l'ultimo forno a legna ancora in attività in una pasticceria cittadina, la Zizioli in corso Martiri della Libertà 16, erede della famosa Scaglia, che già utilizzava il medesimo forno. Dal 1988 si è costituito il C.P.A., Consorzio Pasticceri Artigianali, presieduto da Gianfranco Tacconi e con sede a Brescia in via Malta 18 presso l'Associazione Artigiani, che riunisce una sessantina di associati tra Brescia e provincia. Il Consorzio si prefigge il miglioramento della categoria, la ricerca di nuovi prodotti, l'aggiornamento anche con incontri nazionali e internazionali che propongono le ultime tecniche di lavoro.