PANAZZA Fabio

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PANAZZA Fabio

(S. Eufemia della Fonte, 5 gennaio 1886 - Brescia, 1 gennaio 1960). Di Gaetano e della contessa Laura Perletti. Rimasto orfano di padre a otto anni, fu messo in collegio a Salò e nel 1903, a diciassette anni, chiese di essere arruolato nell'esercito per aiutare la famiglia in precarie condizioni; allievo sergente presso il 5° Reggimento di Artiglieria di campagna (1903-1904), sottufficiale presso il 21° Reggimento di Artiglieria di campagna (1905-1908), allievo presso la Scuola militare di Modena (1908-1910) e poi della Scuola di applicazione di Artiglieria e Genio (1910-1912) divenne ufficiale effettivo nell'Arma di Artiglieria. Sposatosi nel 1912 con Vivina Cacciatore, iniziò ben presto la sua lunga esperienza di guerra rimanendo nella zona di Derna in Cirenaica per ventiquattro mesi (13 dicembre 1913 2 dicembre 1915) e dal 13 gennaio 1916 al 30 novembre 1918 sui diversi fronti della guerra mondiale: dapprima in Val Cordevole e in Valle San Pellegrino dove fu ferito sul colle di Lana il 17 maggio 1916, poi in Carnia e - dopo la ritirata di Caporetto - in Val Brenta e infine sul Montello. Nel dopoguerra - promosso nel 1924 maggiore - prestò servizio a Pesaro, poi a Verona, divenendo comandante del presidio di Peschiera. Come tenente colonnello tornò a Brescia dapprima al 30° Artiglieria e poi al Distretto Militare presso il quale fu richiamato in servizio durante la seconda Guerra Mondiale. Insignito della Croce al Merito di Guerra l'11 aprile 1918, Cavaliere Ufficiale della Corona d'Italia e Cavaliere dei S.S. Maurizio e Lazzaro, negli ultimi anni della sua vita prestò gratuitamente la sua attività in favore della Fondazione U. Da Como di Lonato e dell'Ateneo di Brescia, curando la catalogazione dei libri della biblioteca e tenendo l'amministrazione, cosicché fu nominato socio effettivo dell'Accademia bresciana nel 1940. Uomo educato alla disciplina militare, al senso del dovere e all'amore patrio, sofferse profondamente per le vicende tragiche del 1943-45 e per la lontananza del secondogenito, ufficiale in Russia e poi prigioniero in Germania.