BONAVENTURA da Coccaglio
BONAVENTURA da Coccaglio
Al secolo Bianchi Paolo, (Coccaglio, 13 maggio 1713 - Cologne, 17 marzo 1778). Di Giacomo e di Maddalena Personelli. Fratello di p. Viatore da Coccaglio. Rivelò fin da fanciullo ingegno pronto e memoria fortissima. Ancora da laico studiò Teologia dogmatica nel seminario di Bergamo, riuscendo sempre primo. Amico e discepolo di p. Gaetano Maria Migliorini da Bergamo, letterato e dotto, lo seguì nell'Ordine dei Cappuccini. Vestì l'abito religioso il 12 novembre 1733 nel Convento di Vestone, dove compì il noviziato sotto la guida di p.Bonaventura da Brescia, Continuò gli studi a Trenzano con P.Lattanzio da Pompiano, nel Convento della Badia sotto il p. Giovanni Battista da Gorzone, in quello di Bergamo con p. Francesco M. Quadrio da Bergamo ed infine completò gli studi nel convento di Crema con il p.Giovanni Battista Scannabue. Nel 1759 fu guardiano del convento di Iseo; più volte rifiutò l'incarico di "lettore" per dedicarsi alla predicazione e agli studi prediletti. Fu agostiniano in filosofia e teologia con venature giansenistiche e acceso antiprobabilista in morale; dottrine queste che sostenne con accese dispute teologiche e filosofiche. Predicatore acclamato fu anche letterato e verseggiatore bernesco ed entrò in corrispondenza con molti dotti e letterati del tempo. Fu guardiano in parecchi conventi. Morì sul pulpito della parrocchiale di Cologne mentre stava predicando, come dice una epigrafe posta sul suo sepolcro e poi rimossa nel 1887 D.O.M. /BEATAM SPEM HEIC EXPECTANT OSSA /P.BONAVENTURAE A COCALEO /CAP. RELIGIONE CALAMO ET CONCIONE /ITALIS CONSPICUI /QUI /IN SUGGESTU SACRA DICENS /VITAM /FREGIT DIE XVII MART. AN. 1778 /HINC CONCIVES AMANTISSIMI /SIBI ET ALIIS POTIORA /AVIDE PRAESTOLANTES /MORTALES EYUS EXUVIAS /FLETU PRECIBUS ET IMPENSIS /DOLENTI PATRIAE RESISTUERUNT Ne scrisse la biografia il fratello p. Viatore rimasta inedita negli archivi della provincia di Milano fra i manoscritti della Raccolta Mazzucchelli della Biblioteca Vaticana. Opere: "Lettere di ragguaglio di Rambaldo Norimene al suo dilettissimo amico d. Luigi Bravier intorno ad alcune controversie letterarie suscitatesi in varie città d'Italia". (Trento, 1754) alle quali Bonaventura aggiunse altri tre volumi: "Proseguimento delle lettere di raguaglio..." (Vol. II, Trento, 1755; vol. III, Ib. 1756; vol. IV, Ib. 1756). "Instituta moralia theologi Lugdunensis (ossia Paolo da Lione) Ordinis Capuccinorum aucta et illustrata a Fra Bonaventura a Coccaleo ejusdem ord. prov. Brixiens. Alunno et ab ipso Rev. P. Seraph. a Capricolla, Totius ordinis ministro Generali humillime exibita. (Milano 1760, Brescia, Rizzardi 1760 tomi 2. in 4°). Accresciuta di nuovi documenti fu ristampata dal Rizzardi nel 1763 in due tomi in 4°; una nuova edizione accresciuta comparve sempre presso il Rizzardi nel 1771-1772 in tomi due in 4°; "La storia de auxiliis del ch.mo P.Giacinto Serry dell'Ordine dei Predicatori, tradotta e compendiata da Rambaldo Norimene (sia Bonaventura da Coccaglio cappuccino della famiglia Bianchi)" (Brescia, Ragnoli 1770 in 4°); "Carteggio de' Padri Bonaventura e Viatore da Coccaglio fratelli Cappuccini della provincia di Brescia sopra un ampio scritto intitolato: Solenne Concio - Abbjura fatta nella chiesa della terra dominante di Poschiavo nella Rezia li 26 agosto 1759 dal Rev. P. Pasquale di Scarpezzano riformato profess. di Sacra Teologia" (Brescia, G.B.Bossini, 1761 in 8°); "Lettera del P. Bonaventura da Coccaglio circa la nuova edizione della Ricerca sistematica (del p. Viatore) a circa il carteggio de' due fratelli Cappuccini, contro l'Apostata Lorenzini (autore della "Concio-Abbjura")(Brescia, G.M.Rizzardi, 1762 in 8°); "Memorie storiche rappresentate al S.P. Benedetto XIV intorno alle Missioni delle Indie Orientali; in cui dassi a divedere che i Padri Cappuccini Missionarj hanno avuto motivo di separarsi di communione dai R.R. P.P. Missionarj Gesuiti per aver essi ricusato di sottomettersi al Decreto dell'Em.° Cardinale di Tonraace Legato della S.Sede ecc." tradotte dal francese (Lucca, Fratelli Mascandoli 1744 e poi Lugano, Agnelli 1754); "Vita del venerabile p. Lorenzo da Brindisi generale dell'Ordine dei cappuccini, cavata dai processi esibiti alla Sacra Congregazione dei Riti (Roma Casaletti 1775) ristampata poi in nuove edizioni a Roma, Bergamo e a Venezia, di cui la più completa ha per titolo: "Ristretto istorico della vita, virtù e miracoli del beato Lorenzo da Brindisi" (Venezia, Simone Occhi, 1783 in 16°); "Vita della venerabile Maria Maddalena Martinengo Cappuccina" (Brescia, 1794) (postuma a cura del fratello p. Viatore).
BONAVENTURA d'Iseo - Sec. XIII. Nato nella seconda metà del sec. XII. Figlio, secondo Salimbene e di un'ostessa, entrò nell'ordine Fracescano dove ricoprì incarichi. Nel 1230 fu ministro provinciale della Provenza; dal 1232 al 1239 ministro provinciale a Genova; dal 1239 al 1242 fu ministro provinciale di Bologna. Nel 1244 fu vicario del generale dell'Ordine fra Crescenzio da lesi e in tale veste nel 1245 partecipò al Concilio Ecumenico di Lione, nel 1247 fu suo delegato al capitolo, generale. Due anni dopo andò in delegazione con fra' Giovanni da Parma all'imperatore Giovanni III Vatatzes perchè, secondo i desideri del Papa Innocenzo IV, venissero appianate alcune difficoltà di ordine formale per preparare l'unione delle chiese latina e greca; quindi, fino al 1256 fu ministro della Marca Trevigiana. Dimorò poi a lungo a Venezia nei conventi di S.Maria dei Frari e della Vigna ove scrisse la "Compostella". Nel 1274 fu pacificatore fra Veneziani e Bolognesi. Ebbe rapporti di amicizia e di cultura con Alberto Magno, S.Tommaso d'Aquino, Ruggero Bacone. I confratelli lo definirono uomo di grande prudenza, di onestà e santa vita. Le sue prediche, che affascinavano devoti ed ammiratori, ancora manifestano la profonda erudizione sacra e profana e la vasta conoscenza della Sacra Scrittura. Per l'amicizia che lo legava ad Ezzelino da Romano dovette avere rapporti con la scuola scientifica bresciana. Lasciò volumi di sermoni, ma soprattutto un fortunato trattato di alchimia il cosiddetto "Liber Compostella multorum experimentorum veritatis fratres Bonaventure de Ysio de Ordine fratrum minorum" composto a Venezia nel Convento di S.Maria e nel Convento della Vigna dal 1253-12682 nel quale tratta di argomenti medici e alchemici (polveri, unguenti olii, procedimenti per ottenere l'oro, l'argento). Si tratta di una compilazione tratta da manuali e testi di alchimia in voga nella seconda metà del sec. XIII. Nel modo stravagante ed oscuro degli alchimisti, Bonaventura non usa vocaboli ermetici, ma umilmente chiama Compostella, cioè scansia per deporvi il vasellame o raccolta di cose pregiate, il testo delle sue esperienze steso collo stile adeguato alla scienza trattata. Ripudia la magia, la cabala, e l'astrologia, e si fonda sulla osservazione dei fenomeni e dei fatti seguendo i principali ingegni alchimistici arabi e cristiani del sec. XII. Ma non tralascia molte citazioni di "sperimentatori" di ricette, quali Seniore, Geber ed Ermete, cui si attribuisce l'opera oscura Tabula smaradina, considerata la prima espressione del pensiero arabo, diffusa in Europa nella traduzione latina, donde derivò la definizione di arte ermetica all'alchimia. Nelle indagini della scienza nuova, che il convento favoriva sia per la consultazione di testi originali, sia per le pratiche alchimistiche e farmaceutiche, sia infine per la tranquillità e il segreto che il lavoro richiedeva, fra Bonaventura si accosta al concetto scientifico del domenicano Vincenzo di Beauvais, il quale nello "Speculum maius" volle dimostrare che l'alchimia ha rapporti con la mineralogia come la botanica con l'agricoltura. L'opera è suddivisa in tre libri, di cui il primo parla della natura di diverse acque, di alcuni olii e sali; il secondo della generazione e trasmutazione dei metalli e dei sali di uso alchemico, il terzo di un gruppo di dodici acque, e di vari esperimenti derivanti da Geber e di altri autori.