LABUS Giovanni Antonio
LABUS Giovanni Antonio
(Brescia, 1806 - Milano, 15 ottobre 1857). Di Giovanni, insigne archeologo. Allievo a Milano degli scultori il piemontese Camolli e Gaetano Matteo Monti di Ravenna, ne seguì i modi neoclassici, riuscendo però, scrive Bianca Spataro, a forme appesantite di una ricerca eccessivamente minuziosa e trita. Aderì poi, come appare dall"Apoteosi" a lui dedicata (Milano, Galleria d'arte moderna), sempre più marcatamente ai moduli di Antonio Canova. Fu direttore della scuola di disegno e di plastica nell'Istituto Sordomuti di Milano. Svolse intensa attività di scultore ma finì sempre più prigioniero di un teatrale e ripetitivo simbolismo, scarso di fantasia e di timbro artigianale sia pure rilevante. Opere: Milano: la statua colossale del matematico p. Bonaventura Cavalieri nel cortile del palazzo Brera a Milano (in cui, come scrive la Spadari "si distingue una qualche tendenza realistica che non riesce però a dominare"); la statua di S. Gerolamo Emiliani nell'orfanotrofio; l'apoteosi di Canova, bassorilievo nel Museo di arte moderna di Milano. Per la fabbrica del Duomo di Milano scolpì una statua di San Giacomo Maggiore (altare del Sacro Cuore) una di S. Stefano sull'altare di S. Tecla e due statue rappresentanti San Restituto e San Tommaso d'Aquino per il tiburio. Sculture per la facciata della chiesa di S. Maria della Scala (1834). Brescia: busto del vescovo Gabrio Maria Nava nel coro della chiesa parrocchiale di S. Faustino a Brescia, un "Efebo con cornucopia appoggiato ad un delfino" in Piazza del Mercato a Brescia; Cristo sulla tomba Valotti nel cimitero Vantiniano di Brescia; la "Religione" sulla tomba Noy; la vedova sulla tomba del marito per la tomba Monti nello stesso cimitero e altre opere. All'Ateneo di Brescia presenti una testa del Redentore in plastica (1818) e un busto pure in plastica raffigurante Bramante (1821). Stresa: due angeli per la facciata della chiesa parrocchiale di Stresa. Suo figlio Stefano (Milano 1842-1922), avvocato si dedicò alla vita pubblica e fu consigliere ed assessore (per 15 anni) del Comune di Brescia, presidente e membro attivo della Scala, dell'Archivio Civico, dell'Ospedale, delle Esposizioni milanesi del 1872, 1881 e 1896, della Congregazione di Carità. Fu tra i fondatori della Società Storica Lombarda, consigliere dalla fondazione della Banca Popolare di Milano.