GUARNERI Enea Giulio
GUARNERI Enea Giulio
(Passirano, 24 ottobre 1894 - Aschach, Austria, 25 giugno 1918). Figlio del notaio Giovanni Battista. Compiute le scuole elementari, fu allievo del Convitto Nazionale Longone di Milano; nel 1913, conseguita la licenza liceale, si iscrisse alla Scuola Superiore di Agricoltura in Milano e poi alla facoltà di Agraria presso l'Università di Pisa. Chiamato alle armi al principio del 1914, dopo aver frequentato a Modena un corso per allievi ufficiali, fu promosso sottotenente ed assegnato al Battaglione Dronero del secondo Reggimento Alpini, con il quale partecipò in Carnia ai primi combattimenti della guerra. Il 9 giugno 1915 venne leggermente ferito ad una spalla, ma non volle lasciare il suo reparto. Verso la fine dell'anno fu inviato a Dronero per la formazione di un nuovo battaglione e poi a Caserta per un corso di mitraglieri. Promosso tenente, ritornò in zona di guerra con il Battaglione Bicocca nel settore del Monte Nero e del Rombon, ove, nel settembre del 1916, si guadagnava un encomio solenne. Particolarmente attiva ed impegnativa fu la sua partecipazione ad azioni di guerra sugli Altipiani nel settore di Cima 11, di Passo dell'Agnella e dell'Ortigara, dove fu ferito, ed ebbe una proposta di medaglia d'argento al valore e la promozione a capitano (giugno 1917). Il 24 ottobre 1917 il suo Battaglione, caricato su carri ferroviari e su automezzi, fu portato a Cividale e poi a Nimis per contribuire a tamponare la rottura del fronte avvenuta a Caporetto. Il 27 ottobre a Monte Cavallo dopo uno strenuo combattimento, ferito, fu fatto prigioniero e assegnato al campo di Aschach sul Danubio. Nel giugno del 1918 con alcuni compagni organizzava un audace piano di fuga, scavando con estrema difficoltà una galleria sotterranea che doveva portarlo oltre i reticolati. Purtroppo, mentre stava scavando l'ultimo tratto, quello verticale, veniva sepolto da una frana e decedeva. Diverse furono le proposte di decorazioni al valore a lui assegnate, le quali vennero commutate e riassunte con la seguente motivazione della medaglia d'oro: "Giovane ufficiale di rare virtù militari e del più puro patriottismo, animatore dei suoi dipendenti, che seppe predisporre ad ardite imprese, sempre primo ove era un pericolo d'affrontare ed ultimo a lasciare il campo di battaglia; condusse sempre brillantemente il suo reparto, sia in assalti cruenti, sia in difese disperate. In diverse azioni ferito ed alcune volte gravemente, non abbandonò mai il posto di combattimento; ma sereno e calmo; attivo e pieno di slancio persistette sempre nella lotta, sia che vi arridesse la vittoria, sia che la fortuna non corrispondesse al valore del suo reparto. In combattimento di retroguardia, dopo tre assalti, ferito e circondato dal nemico per aver protetto fino all'estremo possibile la ritirata del Battaglione, prima di cadere prigioniero fece presentare le armi dei pochi superstiti ai numerosi compagni d'arma, che nel suo esempio avevano trovato la forza di morire sul posto del dovere e del sacrificio. In prigionia, conservando alto lo spirito e col pensiero rivolto alla patria, anelante di affrontare nuovi cimenti, organizzò un ardito tentativo di fuga, durante il quale sprofondatasi la galleria, lungo la quale doveva avvenire l'evasione, e rimastovi quasi completamente sepolto, non volle essere soccorso per non dare l'allarme e compromettere così la progettata fuga dei compagni. Fra gravi sofferenze, sopportate con vero stoicismo, moriva eroicamente suggellando la sua vita, tutta spesa per la Patria, con un atto fulgido di valore per cui il nemico, ammirandolo, ebbe ad onorarlo degnamente e la sua forte Brescia lo ha elevato a simbolo di sua gente. Monte Rombon, 16 sett. 1916; Ortigara, 19 giugno 1917; Monte Cavallo, 27 ottobre 1917; Aschach sul Danubio, 25 giugno 1918 (R.D. 24 maggio 1924)". Ebbe commemorazioni significative di Piero Pieri, p. Giulio Bevilacqua, M. Rava ecc.