D'AVERSA Giovanni

Versione del 31 mag 2017 alle 10:56 di Pgibe (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

D'AVERSA Giovanni

(Accadia, Foggia, 20 agosto 1891 - Brescia, 10 luglio 1973). Generale di Brigata. Di nobile famiglia di antiche tradizioni militari, divenne ufficiale di Artiglieria. Partecipa alla I guerra mondiale combattendo sul Carso, sull'Isonzo e sul Piave. Nell'immediato dopoguerra, per le sue doti di artigliere, è designato tra gli ufficiali incaricati del costituendo esercito cecoslovacco. Viene insignito della medaglia della "Rivoluzione Cecoslovacca". Nel 1922 è al 30° Artiglieria in Brescia. Nel '24 si sposa con la bresciana Giuseppina Cavadini. Nel 1930 è tra gli insegnanti della Scuola Allievi Ufficiali di Brà per le riconosciute qualità di matematico e specialista in tiro. Passa poi all'8° Artiglieria di Verona ed al comando di Corpo d'Armata di Cremona. Nel 1941 è ancora all'8° Artiglieria di Verona come direttore del Corso Battaglioni Universitari. L'8 settembre 1943 lo trova Ten.Col. relatore e comandante del Deposito 8° Artiglieria Difesa. All'intimazione di resa da parte dei Tedeschi organizza, con il Col. Spiazzi, una resistenza armata, difendendo la caserma con i modesti cannoni 75/27 di cui era dotata. Dopo varie ore di combattimento, non fidandosi della proposta di resa onorevole offerta dal comando tedesco, durante la trattative promuove l'evasione di ufficiali, sottufficiali e soldati, salvando dall'internamento circa 3000 persone. Sottrattosi egli stesso alla cattura si rifugia con il Cap. Perullo in località Vivasso-S. Zeno della Val Trompia, dove prende contatto con i primi elementi partigiani fra cui Enzo Petrini, Ernesto Piotti, Cinelli, Bianchi, ecc. Nel novembre 1943, per incarico del Gen. Zambon del Comitato Centrale di Milano, ritorna a Verona per l'organizzazione ed il collegamento del movimento partigiano. Ivi collabora alla formazione della Brigata Pierobon. Svolge varie azioni di sabotaggio, tra le quali si ricorda l'incendio di 14 aerei, imballati per il trasporto in Germania, e rinchiusi nel maneggio coperto dell'8° Artiglieria, eseguito con la cooperazione del Ten. Dino Filippini e del Maresciallo Domenico La Porta, atto che meritò l'encomio del Comando di Milano. Continua poi a partecipare alla resistenza come ufficiale di collegamento con Milano. Il 25 aprile collabora con il Col. Lorenzotti, comandante della Piazza di Brescia. Vicepresidente della Commissione per la "costituzione campi di concentramento per prigionieri politici", ha l'incarico dai primi di maggio di organizzare e presiedere il campo prigionieri politici in Castello (circa 2000). Dal giugno 1945 coadiuva il Col. Salvi alla riapertura e riorganizzazione del devastato Distretto Militare di Brescia. È presidente della Commissione Posizione internati e presidente della Commissione Epurazione Sottufficiali. Di aperta fede monarchica coopera alla organizzazione dell'Unione Monarchica Italiana (UMI) e del Partito Nazionale Monarchico (PNM), sul piano nazionale, con particolare riguardo a Brescia. Collabora con vari giornali monarchici tra cui il locale "La Bandiera". È per diciassette anni presidente dell'UMI di Brescia ed in varie occasioni rappresenta S.M.Umberto II, a cui è legato da fedele amicizia. Nel 1951 viene richiamato in servizio per i corsi di aggiornamento alla Scuola della Cecchignola di Roma. Dal '61 viene posto nella forza in congedo del V° CMT della regione NE per la riorganizzazione circoscrizionale territoriale. È stato studioso di scienze matematiche applicate all'Artiglieria.