MADONNA delle Grazine

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MADONNA delle Grazine

Chiesetta che si trova a Brescia al punto d'incontro di via Trento con via Triumplina, all'estremità settentrionale dell'antico Borgo Pile. Dalle linee secentesche semplici, non è priva di una certa eleganza. Il nome significa "piccole Grazie" e serve a distinguerla da un santuario dedicato alla Madonna delle Grazie che sorgeva dal 1455 poco lontano poi atterrato nel 1517 e dall'attuale omonimo celebre Santuario che l'ha sostituito. Tra le dotazioni legate al primitivo santuario vi erano alcuni fondi e un gruppetto di case esistenti sulla riva sinistra del fiume Garza tra il Borgo delle Pile e il convento di S. Bartolomeo, chiamate appunto case delle Grazie o, per meglio distinguerle dal Santuario e Convento, delle Grazine. Queste case erano state, con tutta probabilità, donate al Santuario dallo stesso Lorando da Bono di Sotto, dato che più tardi, fra le case date in dotazione alla chiesetta, che ivi sorgerà, ve ne sarà una donata da certa Loranda. Sotto il portico di una di queste case, appartenente a certo Pietro Turra, era stata dipinta una Madonna seduta col bambino in braccio, da qualcuno attribuita al Ferramola, che aveva abbellito con affreschi pregevoli il primo Santuario della Madonna della Conchiglia. L'affresco della Madonna, per il richiamo alla veneratissima Madonna delle Grazie, attirò ben presto la devozione popolare che si accrebbe ancor più durante il terribile flagello della peste del 1630 che aveva visto organizzarsi ancora una volta, come durante la pestilenza del 1478, nelle vicinanze, a S. Bartolomeo, nell'ex convento degli Agostiniani, il vasto Lazzaretto con annesso lo stipato cimitero degli appestati. Fu certo da grazie ottenute durante quei terribili momenti e soprattutto dalla devozione popolare, che nacque l'idea di dedicare a quella venerata immagine una chiesetta. Il portico sotto il quale si trovava l'Immagine era un punto di passaggio obbligato di molte persone che abitavano nei dintorni. Ma una chiesa avrebbe ancor più attirato fedeli e devoti, specie in viaggio e di passaggio sulla strada diretta in Valtrompia. Fu appunto in un luogo accuratamente scelto all'estremità di Borgo Pile (oggi Borgo Trento) che la Chiesa fu eretta. Il progetto fu realizzato nel 1633 e l'iniziativa fu presa dal benedettino Don Michele del Monastero di S. Faustino, da Giovanni Lizzeri, Girolamo Dolzanello e Giovanni Battista Cinelli sindaci e da Bartolomeo Bonibelli Massaro cancelliere della Confraternita (Scuola) della Beata Vergine costituitasi per onorare appunto la Madonna delle Grazine. La Confraternita aveva infatti già un suo Consiglio Generale, che eleggeva appunto il massaro e i sindaci, la cui esistenza di per sè è un segno della vivissima devozione di cui l'Immagine era circondata. Ottenuto il permesso dal Vicario Generale e scelto il terreno adatto per la costruzione, poco distante dalla casa del Turra, fu posta la prima pietra che fu benedetta da un altro benedettino di S. Faustino, don Eusebio, a nome di don Michele. Costruita la chiesetta ancora nel 1633, il 24 agosto vi fu trasferita con solennissima processione l'immagine venerata, dopo che fu ritagliata dal muro di casa Turra. L'oratorio, di sobrio stile barocco, di forma ottagonale, si prolunga in un piccolo presbiterio, dove sorge un magnifico altare costruito con marmi policromi, ricco di intarsi che ritraggono nature morte contornate di armonici disegni. Anche la chiesetta fu chiamata della Madonna delle Grazine, per distinguerla dal celebre santuario cittadino, mentre sulle casa, da dove fu tolta l'immagine, esiste ancora una lapide con una iscrizione latina che, tradotta dice: «Da qui per opera di Pietro Turra favorendo i religiosi voti di questa contrada la miracolosa immagine della B.V. Maria fu trasportata nella chiesa superiore della «delle Grazie» costrutta con pensiero ardente di maggior culto nell'anno 1633; di poi i nipoti di Turra per rendere perenne la memoria posero questo ricordo». In verità, oltre che con le offerte dei devoti, la chiesa era stata costruita soprattutto per la generosità di Pietro Turra che lo stesso 24 agosto versava ai sindaci e massaro della Scuola della B.V., quattrocento scudi bresciani. Altri numerosi legati arricchirono il patrimonio del Santuario delle Grazine, dimostrando anch'essi la devozione della quale era circondata la Madonna delle Grazie. Nel 1852 la chiesetta fu ampliata con la costruzione di un nuovo presbiterio e con arretramento del l'altare. L'immagine, molto rovinata dalle intemperie, venne strappata dal muro e trasportata su tela dal restauratore Gallizioli. Ne risultò che all'epoca del trasporto (1633) la immagine era rimasta «screpolata e sconciamente stuccata.con cera e sconsigliatamente al di sopra pitturata». L'immagine fu poi restaurata dal pittore Motta che dipinse anche gli angeli che adornano la figura della Madonna. Il 24 aprile 1853 l'Immagine veniva di nuovo scoperta «con grande meraviglia e consolazione dei divoti che in folla erano accorsi» mentre le nuove opere furono solennemente inaugurate il 24 luglio con la visita pastorale del vescovo di Brescia, mons. Girolamo Verzeri, che vi celebrò la Messa pontificale, e procedette alla consacrazione di un sacerdote e amministrò le Cresime. Il vescovo nell'occasione ebbe a dichiararsi soddisfatto e contento «lodando non poco la costruzione e l'eleganza della Chiesa».