COMINELLI o Comin Ventura
COMINELLI o Comin Ventura
(Sec. XVI - morto a Bergamo il 7 gennaio 1617). Di Sabbio. Figlio di Venturino Cominelli. Il 14 agosto 1578 acquistò a Bergamo la tipografia di Vincenzio Sabbio suo compaesano e forse parente in contrada S.Cassiano (l'attuale di via G.Donizetti), dando vita ad una sua stamperia nei pressi del Mercato delle Scarpe. Assunse tanta importanza da essere definito dal Calvi: "Fenice degli stampatori dotto autore, più che erudito". In trentotto anni pubblicò ben trecento volumi fra cui "Pharmacopea Collegi Medicorum Bergami", "Lo specchio della guerra del vescovo Panigarolo", "La caccia" di Erasmo da Valsaviore", "Il sole della lingua santa", che forse è la prima grammatica composta con caratteri originali mobili. Nel 1591 pubblicò una specie di saggio di giornale dedicato all'incendio della Fiera avvenuto il 24 agosto. Si applicò anche dal 1592 a comporre preziosità tipografiche fra cui piccoli volumi (formato 6x8), stampati in corpo 5, tondo e corsivo. La città di Bergamo gli concesse il diritto esclusivo della stampa e la cittadinanza onoraria e gli fece dono di una medaglia oggi conservata nella civica biblioteca di Bergamo. Venne sepolto nella chiesa di S.Cassiano (oggi soppressa). Gli succedette il figlio Valerio che stampò una cinquantina di volumi. Alla sua morte la tipografia passò al fratello Pietro cui si aggiunse Marcantonio Rossi che aveva sposato il 27 gennaio 1630 la figlia di Valerio, Prudenza. Si ritiene che Pietro sia morto di peste nel 1630.