CIGNANO

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CIGNANO (in dial. Signà, in lat. Cignani)

Piccolo centro della Bassa centrale meridionale a 25 Km. da Brescia, a m. 72 s.m. Abitanti 1200 nel 1565, 552 nel 1640, 493 nel 1694. E' frazione del comune di Offlaga, ma parrocchia autonoma della Vicaria di Manerbio, Zona (VIII) della Bassa Centrale Ovest. Il nome è già Cignano nel sec. XVI. Potrebbe derivare dal nome gentilizio romano: Cinnius. Nella pianura circostante sono numerosi i fondi romani che gravitarono su Manerbio, sia come pago romano che come pieve. Qualcuno si riferisce addirittura a Cicnos, re ligure mitico fondatore di Brescia. Altri hanno pensato al cigno. Forse all'epoca delle invasioni ungare vi sorse un castello poi rafforzato con mura e fosse dai Gambara. Sorgeva nel punto più alto e il suo perimetro andava dall'attuale torre (presso la quale nel 1756 esistevano resti di grosse mura), all'altezza della facciata della chiesa, dove a poca distanza dalle scuole d'oggi si apriva il portone o voltone (di cui esistevano fino a poco tempo fa grosse pietre). Poi le mura piegavano dove esisteva la pesa della piazza, proseguendo verso E e poi a N dietro la falegnameria Tomasini, girando attorno agli orti dietro la chiesa per tornare alla torre. Il castello passò in feudo ai Gambara che lo affidarono ai Pontoglio fino a quando passò al comune. Ai Gambara si deve anche grazie all'aiuto dei Cignanesi lo scavo della roggia gambaresca e la costruzione del convento domenicano della Mirandola (costruito nel 1460 circa e soppresso nel 1797 - 1799) dal quale provenne a Cignano il culto di S.Vincenzo Ferreri. Nel 1420 Cignano fu tra i comuni che giurarono fedeltà a Venezia, ottenendo nello stesso anno esenzioni particolari da tassazioni. A Cignano il 25 giugno 1441 l'esercito del Piccinino si scontrò con quello dello Sforza che ebbe un serio scacco subendo una perdita di qualche centinaia di uomini che però si ripeterono fra i nemici. Il 13 agosto 1483 il castello si consegnava ancora una volta nelle mani dei milanesi e dei napoletani. Nel 1613 venne fondato, per legato di Achille Pedrocca, il Monte di Pietà o delle biade. Nel 1705 Cignano dovette sopportare le angherie degli eserciti in lotta. Nel 1859 la popolazione a gara assistette i feriti della battaglia di S.Martino e Solferino, trasportandoli con carri e carretti e ricoverandoli nella chiesa di S.Rocco, sulla quale venne posta l'iscrizione: "REDUCI DALL'EPICA PUGNA DEL 29 GIUGNO 1859 /AFFRATELLATI NEL DOLORE /FURONO QUI CURATI 17 FERITI FRANCESI E 9 AUSTRIACI /COMMEMORANDO IL 50.o ANNIVERSARIO /SI RICORDANO I NOMI DEI MORTI/. Seguono i nomi di 6 austriaci e di un francese.


Abbastanza intensa l'attività del movimento cattolico che ha visto la fondazione nel 1896 della Cassa rurale e il 13 agosto 1911 quella della Società operaia di S.Giuseppe e del Circolo cattolico. Nel 1926 i fascisti devastarono il ritrovo giovanile cattolico. Tra le famiglie più in vista da citare gli Arici, (che trasferitisi anche a Brescia assunsero rinomanza), i Pontoglio, i Beluschi, qui giunti dal bergamasco verso il 1500, i Cazzaghi, abitanti al Sander, i Carli, i Baviera o Baiguera e infine nel 1600, i Danesi, i Tomasoni e altri.


La parrocchia sorse nel 1400 con un unico beneficio e con un unico patrono in S.Andrea con Faverzano staccandosi dalla pieve di Manerbio. Probabilmente nel sec. XIII o XIV venne costruita una piccola chiesa ricostruita con altare di S.Antonio nel 1506 per legato di Antonio Carli. Nel 1660 per legato dell'oratoriano p. G.B.Arici venivano eretti l'altare e la cappellania all'Immacolata Concezione. Nel 1816 dal 20 luglio al 13 novembre veniva costruita la torre. Divenuta troppo angusta, la chiesa nel 1914 veniva ampliata su progetto dell'arch. Luigi Tombola. Sull'antica facciata venne innestato il coro mentre dove esisteva l'abside venne costruita la facciata. Ne risultò un tempio armonioso, pieno di luce, arricchito di alcune buone opere d'arte. Venne benedetta il 16 ottobre 1915. Restaurata nel 1960, venne affrescata da Oscar Di Prata con la collaborazione di Gabriel Gatti e consacrata il 28 ottobre 1962 per iniziativa del parroco don Marchioni che nel 1964 costruiva anche la casa canonica. Vi esistono due pale di Grazio Cossali l'una raffigurante l'Assunta con i santi Andrea e Carlo e l'altra S.Antonio Abate e le anime purganti. Quanto agli affreschi sono di O.Di Prata il "Discorso della Montagna" che domina l'abside (600 x 800), i santi della parete laterale destra (260 x 260), scene della vita di S.Andrea della Cupola, il battesimo di Gesù del Battistero (chiaroscuro, 350x220); di Gabriel Gatti sono l'Assunzione della vergine della Cupola, i Santi della parete sinistra (260 x 260), Scene della vita di S.Andrea della volta e la Crocifissione della controfacciata (600 x 300). Sulla parete destra è visibile la pala del Cossali raffigurante S.Andrea ap. (olio su tela 350 x 220), restaurata nel 1962. Altre tele settecentesche sono in chiesa e nella sagrestia. Particolarmente rilevanti le stazioni della Via Crucis pure del sec. XVIII. La chiesa ha anche belle statue settecentesche ed un tabernacolo in marmo policromo. Di certo valore la soasa del primo altare a destra dedicato all'Addolorata e la statua del terzo altare a destra di S.Vincenzo Ferreri già appartenente al convento domenicano. Nel 1890 - 1891 per iniziativa della famiglia Danesi venivano eretti l'Oratorio e annesso il santuarietto alla Madonna di Lourdes, benedetto l'11 settembre 1892. La statua della Madonna venne comperata a Lourdes e fu incoronata la quarta domenica di ottobre del 1919 per voto fatto durante la guerra. Nel 1907 era stata affrescata da buona mano. Nel 1963 venne restaurata Nel 1512 grazie a donazioni di Gerolamo e Nicolò Grilli veniva, in seguito a voto fatto in occasione di qualche pestilenza, eretta una chiesa ai SS. Rocco, Fabiano e Sebastiano, Cosma e Damiano che però nel 1565 era già decadente. Venne poi ricostruita nel 1610 - 1611 e affidata ai disciplini. L'altare è in marmo policromo intarsiato ed ha una discreta soasa in legno secentesca. La pala dell'altare maggiore del Carelli raffigura la Madonna con i SS. Rocco e Firmo (olio su tela 260x150, restaurata nel 1968). Sulle pareti stanno due tele ottocentesche (ambedue olio su tela 250x150) raffiguranti S.Francesco e i SS.Fabiano e Sebastiano. Di nessun rilievo la decorazione eseguita nel 1940. Nel 1667 venne aggiunto il campanile. Venne di nuovo restaurata nel 1963. Caratteristica la festa di S.Vincenzo che si celebra il 23 gennaio e che è festeggiata con i famosi "casonsei de Segnà".


Parroci: Pietro de Gentilis (1512 - ? ), Francesco Borella (1532 - ? ), Vincenzo de Arigonibus(1565 - 21 dicembre 1572), Andrea Oneda di Ghedi (13 febbraio 1573 - 1598), Giulio Oneda (1598 - 1652), Faustino Calepio (9 giugno 1652 - 24 febbraio 1680), Giacomo Zucchetto (9 aprile 1680 - 20 dicembre 1687), Carlo Scaglia di Pontevico (1688 - 3 gennaio 1689), Pietro Cattaneo o Capitanio (1689), G.B.Balestra (19 febbraio 1689 - 3 luglio 1691), G.B.Marchioni di Cignano (1691 - 17 maggio 1739), Matteo Faletti (3 dicembre 1739 - 27 dicembre 1772), Andrea Fava di Gottolengo (1 marzo 1773 - 4 novembre 1809), Francesco Arcari di Pralboino (8 marzo 1810 - 14 febbraio 1828), Filippo Benedetto Tommasi di Siviano (8 luglio 1828 - 24 aprile 1865), Giuseppe Bianchi di Corticelle (14 luglio 1865 - 23 ottobre 1871), Giuseppe Fondrieschi di Maderno (24 dicembre 1871 - 20 luglio 1907), Tommaso Tommasoni di Castione della Presolana, Bergamo (9 ottobre 1907 - 9 settembre 1959), Franco Marchioni di Pontagna di Temù (12 settembre 1959).