RIVADOSSI Bonaventura, p.: differenze tra le versioni

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RIVADOSSI Bonaventura, p.

(Lumezzane S.A., 13 maggio 1876 - Brescia, 29 gennaio 1937). Entrato giovanissimo nell'ordine dei Carmelitani scalzi, assunse il nome di fra Bonaventura. Fece professione religiosa nel 1892 e fu poi missionario in Siria fra i musulmani. Ebbe centro missionario a Macri in Anatolia allora sotto il Protettorato Italiano. Disinvolto, intelligente, capace di sostenere degnamente ogni situazione, abile nel comando, legato alla sua origine, alle tradizioni familiari e alla valle natia, tra gravi e continue difficoltà, angherie e vessazioni riuscì in otto anni a far funzionare le scuole e l'ospedale da lui aperti grazie all'aiuto delle Suore Zelatrici del S. Cuore. Distrutta dal terremoto l'abitazione dei Missionari e delle Suore fu abbandonata e non essendo stato possibile procurarsene un'altra per gl'intrighi e le persistenti minacce della Polizia ai proprietari degli stabili risparmiati dal terremoto, la Missione venne abbandonata. P. Rivadossi fu al centro di un'intensa attività per soccorrere i cristiani costretti ad abbandonare la Cilicia e rifugiarsi in Grecia. A lui vennero affidati capitali e gioielli che vennero poi recuperati. Per tale attività benefica, per l'"opera d'italianità" svolta nella sua Missione P. Bonaventura ebbe dal Governo del Re l'onorificenza della Croce di Cavaliere della Corona d'Italia e dal Governo della Grecia ebbe la massima onorificenza ellenica. Durante la grande guerra P. Bonaventura tornò temporaneamente in Italia a prestar servizio come aiuto Cappellano degli avieri. Rimpatriato definitivamente, abitò per anni nel Convento di S. Pietro, dove lavorò molto come confessore apprezzato, specialmente di sacerdoti e di suore in parecchie Comunità religiose.