ESENTA (2): differenze tra le versioni
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ESENTA (in dial. Esenta, in lat. Exempta)
Piccola borgata a 6,5 km. a S di Lonato dove la pianura si stende continua e regolare oltre le ultime lievi alture moreniche del Garda. E' a m. 125 s.m. e dista da Brescia 30 Km. E' frazione del comune di Lonato e parrocchia autonoma della vicaria di Montichiari nella XI zona della Bassa occidentale. Abitanti (Esentesi): 500 nel 1881, 463 nel 1885, 507 nel 1895, 700 nel 1915, 800 nel 1928, 654 nel 1939, 650 nel 1964, 490 nel 1975. Il nome deriva, con tutta probabilità, dal lat. Exempta, esente, privilegiato o dal dial. esènt - con lo stesso significato nel senso di luogo libero da qualche servitù prediale o dazio. La tradizione locale vuole che tale nome sia stato applicato ad una fonte contesa fra Repubblica Veneta e Principato di Castiglione, e alla quale si abbeveravano la popolazione e il bestiame della zona e che venne resa esente e libera da ogni soggezione territoriale. Lino Lucchini ha invece individuato l'origine del nome e della borgata nella transazione con la quale il 16 ottobre 1492 venne risolta dalla Repubblica veneta e dal Principato di Castiglione la questione dei confini tra Lonato e Castiglione. Fra i patti stipulati in quella occasione, si stabilì di creare, fra le Bocche di Malocco ed il confine di Castiglione, per "ducentas perticas", una specie di terra di nessuno dove non si poteva costruire "arx aliqua seu turris, aut aliud edificium, ad usum belli, sed inedificatum perpetuo remaneat spatium descriptum". Questi fondi vennero dichiarati nell'occasione "liberi et immunes ab omni angaria, tam reali quam personali et mixta, et imbotato, ecc." ed i coloni che si fossero insediati in dette terre vennero dichiarati "exenti et immunes". Il territorio cuscinetto così creato venne posto, per le cause tanto civili che criminali che miste, sotto la giurisdizione del Podestà di Brescia.
Ecclesiasticamente il borgo rimase legato alla parrocchia di Castiglione delle Stiviere che era allora nella diocesi di Brescia. Ad un oratorio dedicato a S.Marco "in contrata Exemptae" si accenna in documenti del 1654 ma doveva essere ben più antico, dato che il vescovo nella visita pastorale del 1657 si sente già in dovere di ordinare che venga riparato l'altare e deve registrare un legato disposto da G.B.Pedercino (1630) per messe di suffragio alle quali poi si aggiunsero legati di Antonio Petrocino, di un Desenzani ecc. così che nel 1684 vi veniva celebrata la messa tutte le feste. La chiesa minacciava rovina nel 1722 per cui qualche tempo dopo venne ricostruita. Sebbene ricadente in territorio di Lonato, Esenta ebbe, nei secoli successivi, indipendenza giurisdizionale ed ecclesiastica dal capoluogo. Richiamandosi all'antica convenzione del 1492 ed anche in relazione al fatto che i parrocchiani di Esenta si erano pronunziati in senso favorevole, il Comune di Castiglione, durante il regno italico, fece un ultimo tentativo per aggregarsi la frazione di Esenta, ma senza successo. La chiesa di Esenta rimase legata a Castiglione fino al 1784 quando Castiglione stessa si staccò dalla diocesi di Brescia per passare sotto quella di Mantova. Nel 1784 nella nuova sistemazione dei confini ecclesiastici per farli combaciare coi confini politici decisa dalla Repubblica Veneta e dal Ducato di Mantova annesso all'Impero austriaco, essendo le poche case di Esenta situate sopra la cosiddetta strada di Mastino Cane, che costituiva la linea di confine, il territorio dell'Esenta, sebbene la Vicinia locale avesse optato di passare nella diocesi di Mantova, venne assegnato alla parrocchia di Calcinato e rimase quindi nella diocesi di Brescia, per il fatto che il vescovo di Mantova, non volle accettarli. Tale assegnazione venne rimessa in discussione nel 1789-1790 mediante un ricorso al Senato Veneto. Il ricorso venne respinto ma ad Esenta venne assegnato un curato coadiutore nella persona di don Francesco Salvetti di Pralboino. Nel 1793 il vescovo di Brescia, mons. Nani, impose al prevosto di Calcinato di mantenere il curato dell'Esenta, ed unì per questo scopo al beneficio prepositurale di Calcinato i benefici semplici di S.Martino di Formiano (Orzinuovi), di S.Zeno di Contignaga (Flero) e di S.Tommaso in S.Giorgio di Cizzago. Il curato però veniva eletto dalla Vicinia locale la quale pretendeva anche di avere su tale elezione il giuspatronato dal vescovo mons. Verzeri con decreto dell'8 dicembre 1881 n. 1310. Dotarono il beneficio parrocchiale le sorelle Maria e Caterina Castellini, don Angelo Desenzani e Stefano Morandi. Il principale benefattore fu Ottavio Gallina in onore del quale la chiesa parrocchiale venne dedicata a S.Ottavio martire, mentre il patrono rimase S.Marco evangelista, venerato assieme a S.Bernardino, in onore del quale veniva celebrata il 20 maggio la festa principale. Una lapide sul fianco occidentale della chiesa ricorda così l'avvenimento: "Separata dalla plebana calcinatense /questa chiesa di Esenta /per munificenza di Ottavio Gallina /formalmente eretta in parrocchia /a Dio ottimo massimo nel titolare S.Ottavio martire /l'anno 1882 /il Popolo grato e festante /ricordava".
La chiesa settecentesca a croce greca è particolarmente elegante e arieggia l'architettura del lonatese Paolo Soratini. Mossa e varia è la facciata con un semplice bel portale maggiore. L'altare maggiore semplice ed elegante è in marmo adorno di begli angioletti. La pala raffigura S.Marco e S.Bernardino. Sulla cantoria sta un'interessante tela che rappresenta S.Luigi Gonzaga, fra un volo di angeli, attribuita al Celesti. Medaglioni settecenteschi raffiguranti Dio che consegna la tavole della legge a Mosé, e l'Angelo custode ornano la volta, mentre nei pennacchi della cupola sono rappresentati i quattro Evangelisti. Una statua della Madonna col Bambino prodotta dalla bottega di Giovanni Fiorini di Brescia, venne posta nel 1971 per iniziativa del parroco don Enrico Albini. La chiesa venne restaurata nel 1905 per iniziativa di don Giacomo Valenti. Una chiesetta dedicata alla Madonna venne ricavata in una stalla nel 1975. Un semplice monumento ai caduti sulla grande piazza del paese ricorda i caduti delle due guerre mondiali.
Parroci: Francesco Morandi (3 giugno 1882), Felice Gnali (3 marzo 1900 - 9 maggio 1934), Giacomo Valenti di Rudiano (6 luglio 1934 - 27 novembre 1961), dott. Enrico Albini (21 febbraio 1962 - 10 giugno 1973), p. Luigi Emiliani (1 agosto 1973 - 1 agosto 1976), Fausto Gregorini (1 agosto 1976).