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CIGOLE (in dial. Sigole, in lat. Cigolarum)

Centro agricolo della Bassa pianura centrale meridionale. L'abitato si stende sulla riva destra del fiume Mella, a pianta dispersa. E' collegato con Pavone Mella da una strada che poco a S valica il corso del fiume. Si trova a 30 Km. a SF di Brescia, a 57 m.s.m. ed ha una superficie comunale di 9,94 Kmq. E' parrocchia nella vicaria di Manerbio, Zona (VIII) della Bassa Centrale ovest. Abitanti (Cigolesi): 1331 nel 1861, 1431 nel 1871, 1412 nel 1881, 1584 nel 1901, 1673 nel 1911, 1793 nel 1921, 1926 nel 1931, 2005 nel 1936, 2121 nel 1951, 1541 nel 1961, 1383 nel 1971 (fam. 376, maschi 704, femm. 679, add. all'agric, 185, ad altre attività 433, pop. pres. 1337). In documenti del sec. XII è Ceole, nel sec. XIII Cegolis, nel sec. XVI Zigoli, nel sec. XVII Cigole.


Il dialettale Sigole sembra derivare dal latino Ceolae che è la contrazione popolare cellulae - celle monastiche. Secondo altri deriva da Zigol - giunco, pianta dei luoghi umidi, o da sigole - cipolle. In effetti, da una sentenza emanata il maggio 1156 dal vescovo di Brescia Raimondo, circa una contesa fra l'abate del monastero di S.Eufemia e l'arciprete della pieve di Manerbio, apprendiamo che i sacerdoti e chierici della chiesa di S.Martino in Cigole (ecclesiae de Ceole) erano dipendenti dal monastero di S.Eufemia della Fonte che vi teneva estesi possedimenti e, sebbene la chiesa fosse compresa nel pievato di Manerbio, l'abate di S.Eufemia aveva il diritto di mandare ad officiare chierici e sacerdoti che gli avevano prestato professione religiosa. Il paese sorse perciò intorno alle celle dei monaci, annesse alla chiesa dedicata a S.Martino di Tours, patrono del monachesimo. Si dovette probabilmente al Monastero anche nel sec. XIII l'erezione del castello.


E' fama che il castello sia stato saccheggiato nel 1313 dai guelfi di Asola che lo tennero per alcuni anni. Nel giugno 1432 i milanesi, congiuntisi con le truppe del Gonzaga a Pralboino, entrarono senza difficoltà in Cigole. Nel 1509 il paese venne dato con decreto del 19 aprile 1511 in feudo a Tommaso Cigola detto lo Zingaro, cavaliere e scudiero di Luigi XII, con titolo trasmissibile ai discendenti maschi. Il feudo comprendeva il castello e il territorio delimitato dai confini con Pavone, S.Gervasio, Mezzano, Manerbio. Più tardi per il matrimonio di Giovanni Battista Cigola con Barbara Lucrezia Luzzago (sorella del venerabile Alessandro) e alla morte di questa nel 1628 Cigole passò in parte in proprietà dei Luzzago. Del castello già distrutto nel sec. XVI rimangono le rovine del ponte levatoio, un arco archiacuto della torre e tracce delle fosse (rifacimenti però del sec. XIV o XV), mentre le casematte e le costruzioni hanno lasciato il posto alla casa di ricovero eretta da don Angelo Marconi. Da quella che fu un tempo la spianata orientale del castello sovrastante il Mella, si gode uno splendido panorama su Pavone e la pianura da Milzanello a Milzano. Nella parte anteriore dell'ex castello ha preso posto il municipio e sull'antica torre di difesa è stata eretta la torre campanaria sulla quale era la data 1472. Appartenne ecclesiasticamente alla pieve di Manerbio. La parrocchia è stata eretta anteriormente al sec. XVI, anche se i registri parrocchiali cominciano appena verso la fine del sec. XVIII. La chiesa parrocchiale è stata eretta nel sec. XVII. Ha una sola navata. Contiene una "Pietà" o "Deposizione dalla Croce" di Pietro Marone, e una "Madonna in gloria e S.Carlo" di Antonio Gandino. La chiesa venne restaurata nel 1975 grazie all'iniziativa del parroco e con l'appoggio del comune. Nello stesso periodo venne rimesso a nuovo anche il campanile. Sul sagrato esisteva fino agli inizi di questo secolo una parte di mausoleo con putti che giocavano con un teschio, iscrizione e stemma completamente abrasi che il Guerrini riteneva un resto di un mausoleo esistente nella villa Cigola e poi in parte distrutto per edificare la parrocchiale. Di fronte alla chiesa parrocchiale sorge la villa Cigola passata poi ai Luzzago e infine al nob. Camillo Martinoni. Venne costruita forse nel cinquecento nella parte più antica di cui rimangono solo avanzi nell'ala porticata. Successivamente venne in più tempi ricostruita anche se le due assi perpendicolari di cui è costituita attenuano le dissonanze fra diversi. Il frontone curvilineo sulla strada rappresenta una singolarità nelle ville bresciane mentre è usato nel Veneto. Invece nell'altra ala il fulcro è costituito dall'atrio, con due coppie di colonne su cui si innestano volte a vela. l due corpi di fabbrica rivelano caratteristiche settecentesche. Nel 1531 - 1539 venne costruita una piccola chiesa votiva dedicata a S.Pietro. Accanto ad essa venne poi eretto il cimitero nel quale nel 1928 è stata costruita una cappella a ricordo dei caduti. A poca distanza del paese sorge una grande croce marmorea ricordo di qualche pestilenza sulla quale è stato inciso: ELEMOSINA PER I MORTI DI VALBRUNA 19 AGOSTO 1798.


Tra le famiglie principali oltre ai Cigola furono i Gambara, i Luzzago e i Pellegrini. Da Cigole vennero Giovanni Antonio Morandi, due grandi gruppi dei Paganini passati a Toscolano e dei Turlini che lavorarono a Brescia, tutti tipografi di prestigio. Rilevanza ha sempre avuto la zootecnia (bovini e suini) e buoni si sono sempre stati la produzione dei cereali e l'allevamento del baco da seta che ha avuto impostazione industriale. Scomparsa la produzione di riso ha avuto una certa fortuna la coltivazione del tabacco. Nuovi pozzi artesiani hanno potenziato ancor più la produzione agricola. Localmente operano un caseificio e officine meccaniche. Parte della manodopera gravita su Manerbio.


Parroci: Pellegrini Battista di Cigole (1532 c.), Pellegrini Gabriele di Cigole (? - 1580), Lucio Simili (1581 - 1583), Planeri Stefano di Travagliato (1583 - 1595), Planeri Girolamo di Quinzano (1595 - 1609), Gennari Tomaso di Gabbiano (1611 - 1630), Biscardi G.Battista (1630 - 1662), Bogarelli Domenico di Seniga (1662 - 1703), Passirani Paolo di Pavone (1703 - 1714), Bianchi G.Battista di Brescia (1714 - 1743), Lorandi Giulio di Alfianello (1743 - 1769), Porcelli Luigi di Verona (1769 - 1806), Podavini Gius. Antonio di Comero (1806 - 1820), Bogarelli Giacomo di Seniga (1820 - 1867), Albini G.Battista di S.Gervasio (1867 - 6 agosto 1899), Meda Giuseppe di Ludriano (1900), Magnocavallo Luigi di Treviso (5 novembre 1932 - 1969), Luigi Pizzetti, vic. econ. (1969 - 1972), Pietro Manenti (5 novembre 1972).


Sindaci: Nob. Vincenzo Gambara (1866 - 1878), Udeschini Bortolo, possid. (1878 - 1884), Lodetti Battista, banchiere (1884 - 1895), Nob. Pietro Gambara (1895 - 1904), Udeschini Francesco, possid. (1904 - 1906), Galli Giovanni Battista (1907 - 1909), Nob. Pietro Gambara (1910 1912), Co: Martinoni Camillo (1913 - 1914), Udeschini Bortolo possid. (1915 - 1919), Udeschini Giuseppe possid. (1920 - 1923), Albini cav. Fausto (1924 - 1925), Albini cav. Fausto (1925 - 1931), Martinoni co: Camillo (1932 - 1939); Zambelli Pietro (1940 - 1942), Rocco Salatino (comm. Pref.) (1943), Penzini Fausto (comm. pref.) (1944), Riccardi Alighiero (comm. pref.) (1944 - 1945), Gino Mezzadri sind. C.L.N. (1945 - 1946), Cherubini Giuseppe (1946 - 1951), Bonazza Bortolo (1951 - 1956), dott. Job Paride (1956 - 1965), prof. Delfino Tinelli (1965 - 1970), prof. Raffaele Camisani (1970).