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Versione attuale delle 18:27, 24 lug 2025
PREMIANO (in dial. Premià)
Frazione di Lumezzane S.A. a 596 m. s.l.m. al di sotto della contrada Mosniga. Le case si trovano su un marcato pianoro o dossone, come a Promo sopra Vestone. Per C. Battisti sarebbe un nome prediale e secondo l'Olivieri potrebbe derivare da un Priminus, nome di proprietario dell'epoca romana (nel senso di un fundus Primianus) mentre per lo Gnaga si riferirebbe al nome "Primio" che figura in varie lapidi trovate in territorio bresciano. Nel 1610 era detto Prignà il che mette in dubbio ogni altra interpretazione.
Oltre la chiesa vi sono alcune abitazioni. Settecentesca è la grande casa dei Pasotti (detti Burdighe), restaurata negli anni '90. Vi sono case ancor più antiche nel cortile dei "Pagio" e altrove con portici a volta, loggiati, ecc. Nomignoli: brognack (contadini) o anche "i cà". Antiche le famiglie Pasotti (Burdighe) e Rivadossi. La frazione, diventata nel secondo dopoguerra quasi un "quartiere dormitorio", conserva ancora una vera e propria zona di archeologia industriale. Lungo il corso del Gobbia infatti esistono ancora vecchie fucine, con ruote motrici. Accanto ad esse sono nate case moderne e nel 1984 un nuovo quartiere collegato da una nuova strada. Nel 1971 venne costruita una scuola materna, atta ad accogliere 150 bambini. La frazione venne dotata da tempo dell'edificio delle scuole elementari ampliato negli anni '80 mentre nell'ex scuola materna è stata collocata, nel 1996, la Scuola Bottega. Nel 1997 è iniziata la costruzione del nuovo oratorio giovanile, a lato della chiesa. L'insediamento di officine e il conseguente sviluppo edilizio ebbe una sua particolare consistenza sulla fine del '600 e gli inizi del '700. Nel 1730-1731, sembra per particolare iniziativa delle famiglie Frascio e Montini, venne costruita la bella chiesa dedicata alla Madonna della Neve o a S. Maria Maggiore. Elegante nella struttura edilizia la chiesa, benedetta dall'arciprete di Lumezzane S. Apollonio don G.B. Leali il 21 dicembre 1730, venne terminata nella facciata, come indica la data che vi spicca. Il campanile è del 1756. Particolarmente elegante nella struttura, la chiesa venne riccamente decorata con stucchi intorno agli affreschi della volta e attorno alle tele delle pareti, scandite da colonne che terminano con capitelli corinzi che sorreggono l'alto cornicione. Allo Scalvini è attribuita la pala dell'unico altare raffigurante la Madonna col Bambino (detta "Madonna della Cintura" proprio perchè porge una cintura), i S.S. Antonio Ab. e Martino Vescovo e una processione, forse diretta al luogo dove sorse a Roma la Basilica di S. Maria Maggiore. Altre tele raffigurano la morte di S. Andrea Avellino, S. Carlo B. in preghiera, una Sacra Famiglia. Allo Scalvini, Enrico M. Guzzo attribuisce anche l'affresco che sovrasta la navata raffigurante la Natività e, fra quattro affreschi raffiguranti gli altri Misteri gloriosi, i quattro Evangelisti. La chiesa è stata restaurata nel 1985-1986 da Angelo Lorenzini di Gussago, che restaurò anche la pala dello Scalvini. Solenne a Premiano la festa della Madonna della Neve (5 agosto).