RAGGI X, radiologia: differenze tra le versioni

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RAGGI X, radiologia

Inventati da W.K. Röntgen nel 1895. Il primo esperimento fatto a Brescia ebbe luogo il 18 aprile 1896 agli Spedali Civili per iniziativa del dott. Giulio Filippini ad opera di un meccanico della ditta Luigi Gorla che aveva portato da Milano alcuni accumulatori elettrici, un enorme rocchetto con 80.000 spire, corrispondenti a circa 34 chilometri di filo, capace di sviluppare 1000 Volts, e vari tubi di Crocks e Geisler, come registrano in giornali del tempo. Il chirurgo primario dott. Giulio Filippini, eseguì le esperienze alla presenza di molti medici, studenti e altri signori ansiosi di conoscere i risultati di questa nuova scoperta della scienza. Successivamente furono fotografate: una mano affetta da carie ossea, un collo di donna nel quale era trattenuto un proiettile; un gomito da alcuni anni affetto da anchilosi e da ultimo la mano sana di una fanciulletta. Il fotografo signor Capitanio sviluppò le negative e per le prime tre prove si ebbero risultati insufficienti: riuscì abbastanza bene invece la mano sana fotografata in ultimo e tenuta sotto gli effetti dei raggi circa 25 minuti. È a notarsi che nell'esperienza del collo mentre non si ottenne alcun risultato su quanto si cercava, si videro sviluppati sulla negativa alcuni spilli che erano stati dimenticati in vicinanza. Furono da ultimo eseguiti alcuni bellissimi esperimenti luminosi coi tubi di Geisler.


Pioniere dei Raggi X fu a Brescia don Angelo Zammarchi, insegnante di fisica e chimica del Seminario di Brescia, che dotò di un apparecchio il Gabinetto di Fisica del Seminario stesso. Di esso si servì poi il vicino Ospedale militare. La scoperta dei Raggi X venne solennemente ricordata nell'Ospedale Civile di Brescia il 5 dicembre 1995. Nel 1914 la Commissione amministratrice degli Spedali Civili decise di allestire un gabinetto radiologico che per varie ragioni venne preso in considerazione solo negli anni 1919-1920 e deciso nel 1922 quando la commissione amministratrice, prendendo atto della assoluta urgenza di attivare il servizio "essendo che la radiologia, come sussidio alla diagnostica e anche come mezzo diretto terapeutico è ormai di importanza assoluta" provvide ad istituire il posto di specialista radiologo. Nell'ottobre 1923, a seguito di pubblico concorso per titoli la commissione amministratrice nominò radiologo il cav. Olindo Alberti, già attivo da qualche tempo nella fase di allestimento e di avvio della nuova struttura. (v. Istituto di Radiologia e di terapia, v. Istituto del Radio Olindo Alberti).