MUSEO Civico Archeologico di Salò: differenze tra le versioni
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MUSEO Civico Archeologico di Salò
Aperto a fine novembre del 1982 in alcune sale del palazzo della Magnifica Patria a Salò, in attesa di essere trasferito nel palazzo Coen in via Fantoni, ha assorbito la collezione Mucchi (v. Mucchi Anton Maria) di epigrafi romane e medievali con altro e vario materiale, il lascito Valdini con importanti reperti della necropoli del lago di Lucone e altro materiale trovato in più recenti ricerche a Salò e dintorni. Si articola in due sezioni: storico-archeologica e naturalistica, questa non ancora allestita. La sezione storico-archeologica è costituita dal Lapidario e da materiali della necropoli del Lucone. Nel Lapidario vi sono le iscrizioni del territorio di Salò già note per la maggior parte del XV secolo e costituiscono una testimonianza importante, anche se limitata, su componenti della società dell'insediamento antico di Salò. La necropoli di Lucone è documentata da materiali messi alla luce in ricerche di superficie di scavi stratigrafici. Da qui provengono i reperti che, a differenza dei corredi tombali, sono generalmente allo stato frammentario. Da segnalare: frammenti di ceramiche grezze bassomedievali; ceramiche rinascimentali (metà XVI sec.) da un vecchio recupero a Salò, calice frammentato in vetro del XVI secolo. La sezione naturalistica ha promosso e possiede una schedatura, in corso, della flora, in particolare degli alberi. Questa schedatura è costituita da una parte fotografica, da una descrittiva e da essiccate. Il museo civico ha promosso campagne di scavo, pubblicazioni scientifiche (Benàcus - Preistoria e Archeologia del Garda Occidentale), corsi di archeologia, conferenze e mostra sulle malghe di Cima Rest. Ha promosso campagne di ricerca ed ha costituito un archivio sui centri storici e predisposto uno studio scientifico sulla necropoli del Lucone, condotto dalla dott.ssa Serena Massa. Il museo ha curato attraverso un proprio gabinetto di restauro che poi è stato chiuso, una serie di tele di proprietà comunale, recuperato e restaurato delle tavolette lignee quattrocentesche e promosso restauro di affreschi su facciate del centro storico. Ha curato la mostra del restauro.