MARIA Immacolata: differenze tra le versioni

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MARIA Immacolata

È uno dei tre tempi votivi, annunciati dal Vescovo mons. Gaggia nell'aprile 1917 per propiziare la fine della guerra e la vittoria delle armi italiane. Il progetto venne affidato all'ing. Egidio Dabbeni e la prima pietra venne benedetta il 27 settembre 1925 dal vescovo mons. Gaggia. La realizzazione opera dell'Impresa Dalla Torre e Costa venne affidata ai Padri Pavoniani, ritornati a Brescia nel 1912 e che posero accanto alla chiesa la sede dì tutte le loro opere. Alla realizzazione si adoperarono soprattutto i padri Enrico Zani e Pietro Misani. Il 25 marzo 1928 l'abside e il transetto della chiesa erano una realtà e venivano benedetti dal vescovo di Brescia mentre il 27 ottobre 1929 la chiesa veniva consacrata in sostituzione di mons. Gaggia da mons. Egisto Melchiorri, vescovo di Noia. Nel 1935 la chiesa veniva affidata a P. Alessandro Bianchi. Decisa l'erezione della parrocchia venne chiamato a reggerla nel 1937 p. Angelo Leva, l'erezione canonica della parrocchia avvenne nel 1943. Nel 1966 p. Mario Poli succedeva a p. Leva come parroco. Dal 1941 in poi la chiesa venne continuamente abbellita. Il 1° giugno 1942 veniva inaugurato il pavimento. Nel 1948 P. Angelo Leva completava il pronao, cui seguiva la sistemazione del sagrato nel 1953, e in seguito dell'abside ultimata con affreschi e mosaici su cartoni del milanese Valerio Egger, ed eseguiti dal Papis e dal cav. Giulio Papis anche il pavimento. Nel 1958 veniva sistemata nel tempio la bellissima statua dell'Immacolata scolpita dal milanese Abbondio Sangiorgio nel 1939, in marmo di Carrara e donata al ven. Lodovico Pavoni dal conte Antonio Valotti e da lui richiesta come reliquia alla morte del Venerabile. Ridonata nel 1958 dalle contessine Barbara e Giulia Lechi alla congregazione Pavoniana è di nuovo al centro della devozione dei padri pavoniani e dei fedeli. Dal 1954 al 1977 i pittori Giuseppe Valerio di Milano e Oscar Di Prata di Brescia lavorarono alle decorazioni dell'abside, dei transetti e della navata. Il Di Prata che già nel 1971 aveva realizzato due grandi cicli di mosaici di circa 300 mq. raffiguranti la vita della Madonna e del ven. Lodovico Pavoni e un affresco dedicato alla "Salve Regina", nel 1977 realizzava sulla controfacciata un nuovo ciclo di 120 mq. sul mistero pasquale dai sacrifici dell'Antico Testamento al Giudizio Universale. In stile basilicale la chiesa conta 60 m. di lunghezza, 21 m. di larghezza, 18 m. di altezza. Le transenne sono di m. 30 x 21.