INNOCENZO Maria da Berzo: differenze tra le versioni
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INNOCENZO Maria da Berzo (o da Niardo)
(Niardo, 19 marzo 1844 - Bergamo, 3 marzo 1890). Al secolo Giovanni Scalvinoni. Di Pietro, di Berzo Infer., e di Maria Francesca Poli, di Niardo. Venne battezzato il 22 marzo 1844. Orfano di padre a tre mesi (22 giugno) crebbe a Niardo presso la famiglia della madre educato da questa e dallo zio Francesco Poli. Pio diligente fin dalla fanciullezza sembra che abbia frequentato le scuole elementari a Berzo. Venne poi iscritto per gli studi ginnasiali al Collegio di Lovere, dove ebbe tra gli altri compagni Giuseppe Tovini. Superati gli studi "con lode" nell'ottobre 1861 (dopo che il 3 ottobre ebbe ricevuto la Cresima) entrava nel Seminario di Brescia. I suoi compagni, tra cui il futuro vescovo mons. Gaggia, testimoniarono della sua pietà, del suo continuo raccoglimento, della sua carità. In seminario, entrò a far parte di varie associazioni fra cui la Pia Unione tra i chierici (1863) l'Apostolato della Preghiera ecc. Ordinato sacerdote il 2 giugno 1867 fu mandato dal 9 giugno 1867 all'ottobre 1869 a Cevo dove dimostrò grande zelo e carità verso i poveri. Nell'autunno 1867 venne chiamato come vicedirettore in seminario, dove rimase un solo anno. Rivelatosi indotato al compito, nel 1870 si ritirò a Berzo, dove fu dapprima "confessore aggiunto' insegnante delle scuole elementari e poi curato. Fattosi sempre più chiara la sua vocazione alla vita religiosa, nel settembre 1873 desiderava di entrare nell'ordine Cappuccino. Il 13 aprile 1874 si ritirava nel Convento dell'Annunziata di Borno dove vestito l'abito cappuccino il 16 aprile iniziava il noviziato vissuto santamente. Il 29 aprile 1875 emetteva i voti nella professione semplice. Si trasferiva poi nel convento di Albino (Bergamo) per tornare di nuovo nell'ottobre 1876 all'Annunziata come come vice maestro dei novizi dove il 2 maggio 1878 emise la professione solenne. Rimase nel convento camuno nonostante il trasferimento del Noviziato a Lovere. Il 20 ottobre 1880 veniva trasferito al convento di Milano-Monforte, addetto alla redazione degli "Annali Francescani". Il 1° giugno 1881 ritornava di nuovo all'Annunziata salvo un soggiorno dal 25 febbraio al giugno 1881 nel convento dei Sabbioni di Crema. Da Borno scese per predicazione e confessioni in quasi tutte le parrocchie camune. Nel settembre 1883 venne nominato professore del ginnasio inferiore ai nuovi professi. Intanto andava sempre più avanzando sulla via della santità, nella continua preghiera, in penitenze rigidissime, nella pratica eroica delle virtù. Nel 1889 passò a Lovere e nel novembre fu nel convento di Milano dove predicava gli Esercizi Spirituali, passò poi a predicarli nel Convento di Albino. Ammalatosi il 24 dicembre venne trasportato all'infermeria del convento di Bergamo dove si spense così santamente il 3 marzo 1890 e fu subito ritenuto un santo. Fin dal marzo 1890, pochi giorni dopo la morte, 28 abitanti di Niardo, fra cui il parroco e il sindaco, si riunirono per raccogliere testimonianze su p. Innocenzo. Crescendo di giorno in giorno la venerazione nel 1890 la salma venne trasportata a Berzo, con sosta a Lovere, tra ali di folla commossa. Sepolta dapprima nella cappella di sacerdoti da dove nell'ottobre 1895 la salma venne trasferita in una cappella apposita nella quale venne posta la seguente epigrafe «La custodia delle ossa dei Santi è arra delle benedizioni di Dio / onde nel memorabile 29 settembre 1890 / Berzo sua patria rivendicò le spoglie / del P. Innocenzo Scalvinoni cappuccino / da Bergamo esumate per concorde pietà di Clero e Popolo / ammirando l'angelica purezza e la serafica carità di tanto Figlio / modellato sulla forma divina del Grande di Assisi». Fin dal 1909 vennero raccolte le notizie per l'avvio della causa di beatificazione. Il 14 maggio 1919 Papa Benedetto XV introduceva la causa chiusa nell'aprile 1923. Il 21 marzo 1943 Pio XII lo dichiarava venerabile, e il 12 nov. 1961 Papa Giovanni XXIII lo proclamava beato. L'anniversario della morte venne sempre più ricordato con grande concorso di popolo e di clero. Un grandioso pellegrinaggio camuno ebbe luogo il 25 ottobre 1925. Al Beato venne innalzata sul piazzale d'entrata al convento dell'Annunziata una statua in marmo di Carrara dello scultore Moreno Tartarelli di Pietrasanta, alta cm. 185, inaugurata il 15 agosto 1964. Nella chiesa del convento venne al Beato dedicato un altare con una pala (cm. 320 x 220) del prof. Trento Longaretti, raffigurante il Beato tra angeli, religiosi cappuccini e devoti. Una tavola (cm. 228 x 134) in cui il Beato è raffigurato con S. Francesco a piedi della Croce è nell'abside della Chiesa. In un corridoio che porta alla cella del Beato, 15 quadri (cm. 79 x 59,5) del pittore Giovanni Battista Gallizzi illustrano la vita di p. Innocenzo.