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DAMIOLI Silvio

(Pisogne, 10 novembre 1797 - 10 gennaio 1880). Compì gli studi nel Collegio di Prato, si dedicò poi all'industria del ferro, costruendo un forno fusorio a Govine e guadagnandosi numerosi riconoscimenti, come la medaglia d'oro della Società di incoraggiamento per l'Agricoltura e l'industria (1857), la medaglia di bronzo per i campioni di ferro, ghisa e ferro fuso all'Esposizione di Firenze (1861), la medaglia di bronzo per campioni di ferro presentati all'Esposizione di Londra (1862), la medaglia d'argento per la produzione di ferraccio cristallizzato dall'Istituto Reale delle Scienze di Milano (1863), la menzione onorevole del giuri dell'Esposizione Universale di Parigi per campioni di ferro. Con Giovanni Corna e Fanzago promosse nel 1850 la costruzione della strada sebina da Pisogne a Marone, come ricorda una lapide sulla prima galleria della strada stessa. Compì importanti lavori di bonifica intorno a Pisogne. Si dedicò attivamente alla vita pubblica. Per mezzo secolo fu consigliere e deputato comunale di Pisogne e nel 1816 fece costruire la piazza Giardino. Già dal 1844-1845 fu attivissimo nella Commissione di Valle per la riaggregazione della Valcamonica alla provincia di Brescia, meritandosi ampli riconoscimenti anche dai comuni di Edolo e di Breno. Anche dopo il 1859 ritornò a coprire la carica di consigliere comunale di Pisogne e fino al 1865 ricoprì anche quella di consigliere provinciale. "Il Cittadino di Brescia" in morte, lo ricordò come "cattolico convinto, amantissimo della patria cui dedicò i suoi studi, le sue industrie, ogni sua opera".