COLLINI Paolo: differenze tra le versioni
| [versione bozza] | [versione verificata] |
m (una versione importata: Import volumi 01-02) |
|
(Nessuna differenza)
| |
Versione attuale delle 05:41, 18 mag 2016
COLLINI Paolo
(Gargnano, 1739 - Brescia, 4 marzo 1814). Studiò filosofia e teologia a Salò sotto la guida di don Angelo Stefani. Nel 1759 si segnalò nella difesa di pubbliche tesi di teologia. Sacerdote nel 1770 ricoprì l'insegnamento prima di filosofia poi di teologia nel Seminario di Brescia del quale nel 1780 - 1782 fu rettore. Probabilmente per le accese polemiche antigianseniste sostenute nel 1782 preferì assumere la parrocchia di S.Maria Calchera. In questa i suoi avversari diffusero un'ironica iscrizione latina che si crede scritta dall'ab. G.B. Rodella. Ma il Collini si andò impegnando sempre più nella lotta antigiansenista pubblicando nel 1782 la "Lettera di un cattolico romano a P. Tamburini..." nella quale definisce l'esponente giansenista "Lutero d'Italia". Nell'anno seguente pubblicò due lettere a G.B.Guadagnini. Nel 1793 passò prevosto di S.Agata, dove continuò a battagliare, assumendo anche ferme posizioni antigiacobine. Le "Lettere di un teologo sopra il matrimonio" gli procurò noie del governo giacobino che il 24 gennaio fece sequestrare tutte le copie del volumetto e il 29 gennaio fece destituire il Collini da parroco di S.Agata. Egli dovette rimanere per sette mesi lontano dalla parrocchia, e subire, tra l'altro, l'avversione di un suo curato don G.B.Moladori, acceso giansenista e che venne nominato vice parroco di S.Agata. Inflessibile, il Collini continuò a lottare difendendo la devozione del S.Cuore, combattendo la moda femminile (1799). Essendo stati soppressi i gesuiti egli fece di S.Agata il centro della devozione a S.Luigi Gonzaga, ottenendo nel 1804 da Pio VII, l'elevazione della festa al rito di prima classe con ottava. In una iscrizione il Morcelli lo definì "vizi in adversis costantissimi quem ingenii vis doctrinae opus facundiae robur insignem vitiorum et sontium debellatorem fecere".
Scrisse: "Lettera di un cattolico romano a Pietro Tamburini sopra la sua Analisi del libro delle Prescrizioni di Tertulliano (Piacenza, pel Tedeschi, 1782), "Lettera all'ab. D.Gio. Guadagnini arcipr. di Cividate" (Assisi, 1783 e Piacenza id. 1783 con brevi annotazioni), "Lettera istruttiva ad una religiosa intorno alla devozione al S.Cuore di Gesù" (1798), "Lettere di un teologo sopra il matrimonio" (Brescia, tip. Riccardi 1798), "Lettere sul matrimonio contro il diritto di civil potestà" (Brescia, Vescovi, 1798), "La vera libertà e la vera eguaglianza, riscontrate nel Mistero della Croce. Istruzione di un parroco bresciano al suo popolo" all'occasione del solenne scoprimento delle SS.Croci che si conservano nella Cattedrale di Brescia (Brescia, Pasini, 1799), "Poesie" (nelle "Composizioni poetiche per la partenza delle loro Ecc. Carl'Antonio ed Elisabetta Marin, Salò, Richetti, 1780), "Oratio dicta in Aedibus Seminarii Salodiensis" , "Oratio prolusionis, 1759", "Lettera di un Cattolico Romano cioè di D.P. Collini, di risposta al teologo Piacentino 1783 nel mese d'aprile con note perpetue di Eusebio Ireneo Filatete" (Ms. nella Raccolta Gussago n. 8, ora nella Queriniana), "Dissertazioni e lettere" (Mss. presso i suoi eredi).