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CALCHERA

Antica e illustre famiglia guelfa bresciana si distinse dal sec. XII fino verso alla fine del sec. XV o agli inizi del sec. XVI. Contò personalità di rilievo fra le quali Gualtiero e Stefano Calchera console di Brescia rispettivamente nel 1200 e nel 1206. Nel 1204 Ottone Calchera, abilissimo e fra i principali esponenti guelfi, venne, secondo il Malvezzi, in odio al popolo per le sue crudeltà e fu perciò ucciso dal nob. Ghibellino Poncarale e la sua testa esposta sulla torre dei Poncarali. Nel 1251 il giusperito Giovanni Calchera venne scelto per far da guida in città, a papa Innocenzo IV. Benchè la famiglia fosse guelfa nel 1255, non si sa per quali motivi, il Comune cittadino confiscò ad una Calchera i suoi beni di Pozzolengo. Altri Calchera si segnalarono nelle armi e nei diritto. Imbertino Calchera, giusperito e abile nelle armi venne nel 1315 fatto prigioniero in combattimento, dal Della Scala. Un Bresciano Calchera, schieratosi coi propri figli per Giovanni re di Baviera lo ricevette a Brescia. La famiglia si distinse nel 1398 per aver sussidiato i restauri della Chiesa di S.Maria in Calchera. Sembra che si sia poi estinta del tutto sulla fine del quattrocento con la morte di Faustino q. Pajerino Calchera.