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SALVADEGO MOLIN

Antica famiglia veneta originaria da Rovigo dove ebbe sempre una posizione preminente; si stabilì a Brescia attorno alla metà del sec. XIX, in seguito ad un'ingente eredità divisa con i nob. Panciera di Zoppola, avuta dal conte Gerolamo Silvio Martinengo della Fabbrica o di Padernello, il quale, ricchissimo e il maggior censito tra i nobili di terraferma della Serenissima Repubblica (con rendite calcolate in 32.000 sterline d'oro), morendo il 21 luglio 1833 lasciò la proprietà veneta alla moglie e la parte bresciana al cugino, figlio di una sorella di sua madre Lucrezia Zenobio, N.H. Alessandro Molin, anch'egli di famiglia dogale. Morto il Molin dopo cinque anni, senza figli, tutta la sostanza passò alle di lui sorelle: Alba, sposa del nob. Piero Salvadego di famiglia del Polesine, e Maria, sposa del conte Giuseppe Panciera di Zoppola, di famiglia friulana. In seguito a questa grossa eredità le due famiglie si stabilirono nel 1848 a Brescia, mantenendo tuttavia rapporti con il Veneto.


Pietro Salvadego, che sulla fine del '700 aveva sposato la nob. Alba Molin, ultima dell'antica famiglia veneziana, ebbe da lei, secondo un albero genealogico stilato da Fausto Lechi: Francesco (1795-1874), che sposò la nob. Marianna Mainardi (1800-1869), dalla quale ebbe otto figli e cioè: Pietro (1827-1896), dottore in legge, spos. Angela Amighetti (1850-1923); Giuseppe (1830-1906), dottore in legge (v.) sposa Giulia dei marchesi Plattis (1837-1863), da cui: Francesco (1857-1928), comm. della Cor. d'Italia, ten. col. volontario degli alpini nella grande guerra; Lucrezia (n. gennaio 1859-1931) sposa l'avv. Aurelio Scudellari; Elisabetta (n. dicembre 1861-1960), sposa nel 1890 il nob. Paolo Cavalli di Chiari; Alessandro (1832-1899), ingegnere, sposa nel 1861 Filomena Tozzi Dal Mistro (1840-1916), da cui: Giuditta (9 luglio 1862), sposa nel 1893 il co. Riccardo Bonaini da Cignano, tenente generale; Alba (Brescia, 11 novembre 1863), che sposò nel gennaio 1890 il co. Federico Bettoni Cazzago, senatore del regno, fu attiva crocerossina nella I guerra mondiale, morì il 22 novembre 1945; Pietro Francesco (Rino) (1867-1887). Bernardo (1834-1887) (v.), sposa nel 1871 la nob. Caterina Ugoni da cui Filippo; Lucrezia (1838-1859), sposa il co. Andrea Pancera di Zoppola; Maria (n. gennaio 1841-1936), sposa nel 1887 il gen. di cavalleria Edoardo Frigerio; Paola (1843-1871), sposa nel 1868 l'avv. Luigi Tegas di Pinerolo, Prefetto di Brescia dal 1867 al 1871; Nicola (1845-1873), ufficiale di cavalleria. La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nob. Ital. e nell'Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), conte (m.), in persona di Francesco, di Giuseppe, di Francesco.


Stemma: «Inquartato: nel 1° e 4° d'azzurro all'uomo selvatico, vestito di pelli, armato di clava d'oro, coronato dello stesso, posto in maestà sulla pianura erbosa, il tutto al naturale (Salvadego); nel 2° e 3° d'azzurro alla ruota di molino d'oro di 3 cerchi e di 8 raggi (Molin)».