SALE di custodia: differenze tra le versioni
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SALE di custodia
Istituzioni di raccolta e di custodia dell'infanzia, anteriori alla fondazione degli asili. Chiamate anche «salette», «scuole delle maestre», «scaldatoi», «scuole della zuppa» (con riferimento alla scodella di minestra data ai fanciulli), non si proponevano scopi educativi, ma erano solo dei locali, sovente insalubri, in cui delle donne, spesso completamente ignoranti ed analfabete, custodivano i bambini, costretti a stare seduti «in tutte le ore della scuola». Erano sale a pagamento contro le quali si accanirono i fondatori degli asili infantili. Esistenti anche in Brescia e provincia, furono regolamentate dal governo austriaco nel novembre 1835 con la promulgazione delle «Discipline da osservarsi per le Sale di custodia dei fanciulli minori di anni 6». Nel 1836 da indagini parrocchiali non troppo rigorose risultavano esistenti nelle parrocchie bresciane 59 sale per un totale di 698 bambini. Nel 1844, nonostante la diffusione degli asili del Saleri, le sale erano ancora 25 e nel 1878 Teodoro Pertusati ne calcolava ancora 10 o 12 per un totale di circa 160 bambini.