RICCOBELLI Pietro (2): differenze tra le versioni
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RICCOBELLI Pietro
(Vestone, 1 ottobre 1840 - Brescia, 8 marzo 1927). Di Lucio Antonio. Avvocato. Nel 1866 con il fratello Luigi fu volontario garibaldino nella colonna "Castellini" e combattè a Montesuello. Nel 1876 fece anch'egli parte, col fratello, del comitato permanente per l'erezione di un Monumento-Ossario a Montesuello, ove raccogliere le spoglie dei caduti nelle patrie battaglie nel 1866 "in queste prealpi". Nel 1883 fu tra i fondatori della Società Operaia di M.S. di Vestone, della quale fu presidente; ed avversò decisamente l'anno appresso la nascita della Società Cattolica di M.S. Fu presidente del Tiro a segno, consigliere, assessore e per 25 anni sindaco di Vestone, vice pretore, subeconomo ai benefici vacanti, prima a Vestone, poi a Brescia. Con l'ing. Borra promosse la costruzione dell'acquedotto. Si battè agli inizi del '900 contro "l'esodo delle forze idrauliche" dalla Valsabbia e per la soluzione di molti problemi. Anticlericale, non agnostico, ebbe, fra gli amici più cari, Zanardelli, Marcora, Abba, Carcano, Mons. Bonomelli, Molmenti. Era sposato con Giannetta Grandi. Il 28 dicembre 1908, tra le rovine del terremoto di Messina, raccolse i corpi straziati dell'unica figlia, Pierina e del genero dott. Ingoglia, ivi recatisi in viaggio di nozze.