PACE dell'Oglio: differenze tra le versioni
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PACE dell'Oglio
Firmata il 22 maggio 1937 a Sarnico e poi a Brescia, in Prefettura, pose fine alle controversie antichissime (v. Oglio) fra le provincie di Bergamo, Brescia e Cremona e fra contadini ed industriali. La risoluzione della controversia riguardava l'utilizzo dell'acqua del fiume Oglio su 85 mila ettari di terreni ed i vari progetti avanzati volti alla riduzione del lago d'Iseo a serbatoio. A Sarnico venne firmato l'atto riguardante tutte le utenze irrigue delle tre provincie mentre in Prefettura a Brescia venne siglato l'accordo riguardante principalmente le acque estive lasciando aperto il dibattito sulle questioni meno importanti delle acque iemali, specialmente in relazione alle deviazioni industriali esistenti non solo sull'Oglio, ma anche lungo i canali di derivazione. L'avvio delle trattative venne dato dal Consorzio dell'Oglio con il contributo di altre personalità presenti in una giunta composta da rappresentanti di tutte le utenze delle provincie. Per la sponda bresciana vennero nominati, l'avv. comm. Faustino Caravaggi e l'ingegnere Antonio Berlucchi, ai quali si associarono anche, come assistenti, il cav. uff. Antonio Guzzi e l'avv. cav. Gaetano Grazioli. Per i bergamaschi e cremonesi vennero designati altri assessori. Nel 1935 vennero nominati assessori anche i tre rappresentanti delle Unioni Provinciali degli agricoltori delle tre provincie e per Brescia l'ing. Fisogni. Dopo lunghi dibattiti, ai quali presero sempre parte l'avv. comm. Nonnis, il direttore della diga ing. Giandotti e anche qualche volta l'ing. Baronio dell'Istituto idrografico del Po, fra i rappresentanti bresciani e quelli delle utenze bergamasche e cremonesi venne raggiunto un accordo che da parte bresciana fu sottoposto all'esame dei rappresentanti di tutte le utenze riuniti sotto la presidenza del preside comm. Buffoli, e venne approvato. Successivamente la pratica fu sottoposta all'esame dei competenti ministeri che l'approvarono. A ricordo di quest'accordo venne innalzata sulla diga di sbarramento del lago d'Iseo, all'incile dell'Oglio, una bandiera donata dai canapicultori della valle del Po, e alla base di sostegno del pennone vennero scritte le seguenti parole: «Vittorio Emanuele III rex imperator, Benito Mussolini dux, lotte e discordie per molti secoli accese fra i derivanti dell'una e dell'altra sponda dell'Oglio, 22 maggio 1937 XV E.F. con il trattato di Sarnico furono composte nello spirito concorde del Fascismo». Il merito particolare per il raggiungimento della convenzione venne in gran parte riconosciuto ad Antonio Guzzi di Palazzolo s/O. L'accordo tuttavia non ebbe lunga fortuna. Nel 1948 numerose denunce segnalavano che la "Pace dell'Oglio" veniva ormai quasi del tutto disattesa.