MUSEO Civico Archeologico di Manerba del Garda: differenze tra le versioni
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MUSEO Civico Archeologico di Manerba del Garda
Promosso nel 1973 dall'Associazione storico archeologica della Valtenesi e istituito con delibera del comune di Manerba, venne aperto nel gennaio 1974 in due sale presso la pieve di S. Maria in via Pieve Vecchia di Manerba. Nel 1988 venne trasferito in località Montinelle, in piazza Vincenzo Simonati, in una nuova sede inaugurata il 27 giugno 1983. Il museo raccoglie ed espone il materiale archeologico proveniente dagli scavi effettuati nella zona a testimonianza delle culture che si sono avvicendate, dal Neolitico al tardo Medioevo, nel territorio di Manerba e della Valtenesi. Per quanto riguarda il materiale di Manerba (che è prevalente) vi sono quattro complessi archeologici di estremo interesse: la rocca di Manerba, il Sasso, la Pieve di Manerba e la località Gabbiano. Dalla rocca di Manerba provengono materiali archeologici che abbracciano il lungo periodo compreso tra il Neolitico ed il Medioevo. I materiali più interessanti sono costituiti da vasi a bocca quadrata e da ceramiche tipo Lagozza (Neolitico), da frammenti di vasi campaniformi (Eneolitico). Vi è inoltre materiale romano proveniente da una necropoli (già scavata da G.B. Marchesini tra il 1881 ed il 1885) e da edifici romani posti sul versante occidentale. Il Sasso; in varie campagne di scavo è stato messo in luce un complesso di sepolture eneolitiche con relativi corredi funerari. Le ricerche hanno individuato altri periodi di frequentazione umana sotto il Sasso a partire da un accampamento di pescatori all'inizio del neolitico (circa 7000 anni fa), successivamente vi sono testimonianze dell'attività di sfruttamento della roccia affiorante nella zona da parte dei Romani, da una sepoltura barbarica del VII sec. d.C. ed infine da una capanna, forse di pescatori, del 1800. Dalla Pieve di Manerba provengono manufatti di età romana o alto medievale che sono stati raccolti in alcune campagne di scavo eseguite nella seconda metà degli anni '70. Sono state messe in luce strutture murarie di un edificio romano, sepolture medievali, strutture abitative medievali ed una chiesetta restaurata. Il quarto complesso archeologico è rappresentato dalla località Gabbiano: si tratta di una palafitta dell'età del bronzo che ha fornito materiali litici (varie punte di freccia, raschiatoi, grattatoi, etc.), uno spillone con testa a disco, abbondante ceramica. Le strutture della palafitta sono state in parte rilevate e messe in pianta.