BISEO Giovanni Battista: differenze tra le versioni
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| − | (Brescia, 8 gennaio 1815 - Roma, ottobre 1865). Figlio di Gaetano e fratello di Camillo. Apprese disegno dal padre, decoratore murale, da cui imparò la "riquadratura". Trasferitosi a Roma (1835? ) vi sposò Maria Lucenti (il 17 agosto 1842) e vi passò tutta la vita, salvo un soggiorno a Brescia nel 1849 per partecipare alle Dieci Giornate e a Parigi (1859) dove avrebbe decorato il palazzo della principessa Matilde Bonaparte. Gli si attribuiscono senza prove, decorazioni nei palazzi Torlonia (in Piazza Venezia, poi distrutte), Palazzo Venezia, palazzo Chigi all'Ariccia e nel castello Orsini di Bracciano. E' però ricordato come scenografo. Ai fondali piatti e alle quinte tradizionali preferì gli spezzati che conferivano luminosità e profondità alle scene. Avrebbe preparato le scene di "Don Procopio" di Bizet, di "Lucia di Lammermoor" di | + | (Brescia, 8 gennaio 1815 - Roma, ottobre 1865). Figlio di Gaetano e fratello di Camillo. Apprese disegno dal padre, decoratore murale, da cui imparò la "riquadratura". Trasferitosi a Roma (1835? ) vi sposò Maria Lucenti (il 17 agosto 1842) e vi passò tutta la vita, salvo un soggiorno a Brescia nel 1849 per partecipare alle Dieci Giornate e a Parigi (1859) dove avrebbe decorato il palazzo della principessa Matilde Bonaparte. Gli si attribuiscono senza prove, decorazioni nei palazzi Torlonia (in Piazza Venezia, poi distrutte), Palazzo Venezia, palazzo Chigi all'Ariccia e nel castello Orsini di Bracciano. E' però ricordato come scenografo. Ai fondali piatti e alle quinte tradizionali preferì gli spezzati che conferivano luminosità e profondità alle scene. Avrebbe preparato le scene di "Don Procopio" di Bizet, di "Lucia di Lammermoor" di Donizetti al teatro Apollo, del "Deportato in America" di M. Aspa al Teatro Valle. Fu scenografo stabile all'Argentina (1855, '56, '58) lavorò all'Apollo (1851, '56, '57, '59) sceneggiando nel 1859 con C.Bazzani "Il Ballo in Maschera" di Cacetti. Suoi acquarelli di scenografie sono conservati presso la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e otto al Burcardo di Roma. Emularono il padre, Vittorio e Maria tutti morti a Roma. |
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Versione attuale delle 01:08, 30 nov 2023
BISEO Giovanni Battista
(Brescia, 8 gennaio 1815 - Roma, ottobre 1865). Figlio di Gaetano e fratello di Camillo. Apprese disegno dal padre, decoratore murale, da cui imparò la "riquadratura". Trasferitosi a Roma (1835? ) vi sposò Maria Lucenti (il 17 agosto 1842) e vi passò tutta la vita, salvo un soggiorno a Brescia nel 1849 per partecipare alle Dieci Giornate e a Parigi (1859) dove avrebbe decorato il palazzo della principessa Matilde Bonaparte. Gli si attribuiscono senza prove, decorazioni nei palazzi Torlonia (in Piazza Venezia, poi distrutte), Palazzo Venezia, palazzo Chigi all'Ariccia e nel castello Orsini di Bracciano. E' però ricordato come scenografo. Ai fondali piatti e alle quinte tradizionali preferì gli spezzati che conferivano luminosità e profondità alle scene. Avrebbe preparato le scene di "Don Procopio" di Bizet, di "Lucia di Lammermoor" di Donizetti al teatro Apollo, del "Deportato in America" di M. Aspa al Teatro Valle. Fu scenografo stabile all'Argentina (1855, '56, '58) lavorò all'Apollo (1851, '56, '57, '59) sceneggiando nel 1859 con C.Bazzani "Il Ballo in Maschera" di Cacetti. Suoi acquarelli di scenografie sono conservati presso la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e otto al Burcardo di Roma. Emularono il padre, Vittorio e Maria tutti morti a Roma.