LABORATORIO Municipale di Batteriologia e di Microscopia: differenze tra le versioni

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LABORATORIO Municipale di Batteriologia e di Microscopia

Fin dal 9 marzo 1885 il Consiglio Comunale di Brescia aveva istituito un ufficio di assaggio, d'osservazione ed analisi per le sostanze alimentari ed altri generi di consumo per indagarne la bontà, le alterazioni e le falsificazioni, ma un vero laboratorio di analisi batteriologica e di microscopia venne aperto presso l'ospedale civile a solo servizio dello stesso. Solo sulla fine del 1897 su proposta del dottor Pier Maria Fontana, assessore all'igiene, il Laboratorio venne trasportato in locali del Palazzo Martinengo in Piazza Nuova e divenne municipale, con vita autonoma. Diretto dal dott. Angelo Bettoni, coadiuvato dal dott. Benani dell'Ufficio di Annona, il laboratorio ebbe per compito di eseguire quelle ricerche d'indole igienico sanitaria, a norma dei vigenti regolamenti d'igiene, quegli esami d'indole medico-clinica e quelle perizie, nelle quali è d'uopo dell'uso del microscopio o di pratica batteriologica. Esso pertanto si propone il duplice scopo: a) di portare un valido aiuto alla tutela della salute pubblica, e perciò a lui spetta lo studio dei mezzi di trasmissione delle malattie infettive nelle acque potabili nelle bevande, negli alimenti, ecc. b) di eseguire qualunque esame microscopico a scopo dignitoso, peritale o scientifico, degli espettorati, delle urine, del sangue, del latte, dei tumori, ecc. Della sua opera poterono subito avvalersi anche medici, veterinari, comuni della provincia, autorità giudiziaria e anche privati sia nelle questioni interessanti l'igiene e la medicina legale, come sarebbe nel caso di acque sospette di inquinamenti, nel caso di contagi trasmessi, di individui o di bestie morte di malattie sospette infettive, ecc... sia in tutto ciò che poteva interessare medici o malati o portar luce sulla natura, sulla gravità, sull'andamento di una malattia. Con questo ultimo scopo il laboratorio veniva ad offrire specialmente ai medici della città e provincia quei mezzi di studio e di ricerca clinica, che per le molte occupazioni, per la mancanza di apparecchi speciali, loro non era permesso di coltivare con la voluta diligenza, a tutti un nuovo sussidio a vantaggio della salute propria ed altrui. Accanto ad esso venne costituito un laboratorio chimico. Il laboratorio occupò subito cinque grandi locali: uno studio, una sala per le osservazioni di microscopia clinica, un'altra per le preparazioni batteriologiche; degli altri due, l'uno adibito ai bassi servizi l'altro a ripostiglio. Il dott. Angelo Bettoni lo dotò anche di apparecchi di sua invenzione. Fin dalla fondazione il laboratorio sottopose ad analisi le acque della sorgente di Mompiano, i pozzi della città, sorgenti e condotte di altre località. Nel 1896 il laboratorio compì 114 analisi che nel 1899 salirono a 310 per moltiplicarsi sempre più.