CREMIGNANE: differenze tra le versioni
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CREMIGNANE (in dial. Cremignà)
Frazione di Iseo a tre Km. a SO del paese a m. 217 s.m. Forse da Grémegn o greben luogo molto umido. Ma secondo il Gnaga significherebbe invece terra arida e sterile. La collina su cui sorge Cremignane, è un rarissimo esempio di conglomerato lisciato dal ghiacciaio che il Cozzaglio dice Villafranchiano (considerato da qualcuno del Pliocene superiore e secondo altri dell'Isselfacies del Quaternario antico) e dal Cacciamali lisciato e solcato in vari punti durante l'invasione del ghiacciaio. La località costituì probabilmente una donazione demaniale o privata fatta alla Pieve di Iseo, poi passata alle potenti famiglie degli advocati o capitanei della Pieve (gli Isei, gli Oldofredi e i Della Corte). Benché il territorio fosse coperto di boschi e di brughiere e ridotto a riserva di caccia e pesca, una piccola comunità dovette esistere fin dall'alto Medioevo. Sappiamo, infatti, che nel 790 certo Ardosino di Cremignane, monaco ribelle diede del Filo da torcere alla Badia di Leno e a Gottolengo, prima di essere sconfitto con i suoi scherani. Nel sec. XI passò ai monaci di Cluny che vi stabilirono un priorato che assieme a quello dell'isola di S.Paolo venne posto alle dirette dipendenze della S.Sede. Difatti nel famoso "Liber censuum" della Chiesa Romana compilato dal cardinale Cencio Camerario, che fu poi Papa Onorio III (1216 - 1227), fra le chiese bresciane che dipendevano direttamente dalla S.Sede e pagavano perciò ad essa un tributo annuo, vi era anche la "ecclesia S.Petri de Crimignano" la quale pagava 12 denari milanesi di censo annuo, somma rispettabile per quei tempi. Ecclesiasticamente però continuava ad essere assistito da sacerdoti mandati dalla Pieve di Iseo alla quale, col declino del priorato, passarono poi nel sec. XII anche i beni. Di questi poi o di parte di essi diventarono padroni i Coradelli che accanto alla piccola cappella edificarono anche un castello. La Chiesa era dedicata a S.Pietro detto della Lama in ragione delle torbiere e degli acquitrini che chiudevano il borgo dal lato EO. Venne edificata alla fine del Quattrocento o agli inizi del Cinquecento. Intorno all'altare esisteva un tempo un affresco raffigurante l'Ultima Cena, fatta dipingere da Bartolino di Pietro de Stefanina di Cremignane nel 1512. Altro affresco del 1514 raffigurante la Madonna di S.Luca era stato tatto dipingere da Berardo di Facino Delle Donne. Altri affreschi coevi o di non molto posteriosi si vedono ancora. Dal 1584 al 1627 vi vennero inumate salme di abitanti. La chiesa venne riedificata al principio del sec. XVIII; risultò un elegante e grazioso tempietto, con un solo altare sul quale nel 1729 venne posta una pala di Antonio Paglia (firm. e dat. "Ant. Palea 1729") raffigurante la Madonna col Bambino e S.Pietro inginocchiato ai suoi piedi. Arricchita da eleganti stucchi la chiesa venne affrescata nella cupola dal Teosa che vi ha rafficurato l'Assunta mentre Santo Cattaneo nei peducci ha raffigurato i SS.Andrea ap., Giovanni Battista, Francesco d'Assisi, e Giacomo Apostolo. Ampliata agli inizi di questo secolo per iniziativa del rettore don Angelo Barbieri la decorazione è stata continuata da Pietro Servalli di Bergamo, allievo di Ponziano Loverini che nella volta della navata dipinse la pesca miracolosa. Più recentemente (1945) completarono la decorazione Pietro Muzio Compagnoni per gli stucchi e il figlio Arturo per gli affreschi. Don Vito Palazzini rettore dal 1952 al 1969 vi fece aggiungere il coretto in cornu epistolae, il Battistero e provvide al nuovo pavimento, ai confessionali, all'edicola e vetrata di S.Giovanni Battista. La chiesa ha un altare maggiore in marmo intarsiato e due altari laterali, uno con una bella statua cinquecentesca della Madonna con Bambino e l'altro con una recente tela raffigurante la Sacra Famiglia. La chiesa è adorna anche di belle statue di S.Vigilio, S. Agnese e S.Luigi. Dal 1920 venne concesso di tenere il SS. Sacramento e di recente l'amministrazione del Battesimo e di tutti i sacramenti. La canonica, come suggerisce una lapide, venne edificata dagli abitanti su area della pieve di Iseo nel 1750 e rimaneggiata per iniziativa di don Palazzini che vi aprì anche una scuola materna e un salone per la gioventù. Nel 1952 venne costruito anche il cimitero. Tremendo fu il colera del 1855, che seminò ben 93 vittime a Cremignane e che viene ricordato ancora oggi con una festa votiva fissata al 29 luglio. Affidato per lo più a religiosi a Cremignane operarono i seguenti rettori: don Angelo Barbieri (1904 - 8 maggio 1948). Dopo un periodo di cura pastorale affidata ai padri Salesiani, nel 1952 vi andò rettore don Vito Palazzini (1952 - 16 agosto 1969) al quale successe don Giacomo Giangrossi (dal 14 dicembre 1969).