CHIZZOLA Enrico: differenze tra le versioni
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| − | (Brescia 1777 | + | (Brescia 1777 – ca 1830). Nel marzo 1797 il governo provvisorio si ribellò alla Repubblica di Venezia ed Enrico Iunior, come molti della sua famiglia, si unì a un gruppo di giovani a favore dell'indipendenza e della libertà, un movimento rivoluzionario per la creazione di uno Stato italiano il cui motto era “vivere liberi o morire”. Fu poi valoroso ufficiale della brigata Lechi con la quale combatté in Valtellina nei Grigioni e poi, nel 1805, nella guardia presidenziale e capo squadrone della gendarmeria guadagnandosi decorazioni al valore militare. Nel 1806 venne creato cavaliere della corona di ferro. Rovinato dal vizio del bere e dai debiti venne, nel 1813, trasferito ad un reggimento coloniale. Sposato con Maria Bussola, ebbe un figlio, Oseo (*1814 Milano), che nel 1834, secondo lo schematismo militare austriaco, fu cadetto del 26° Reggimento Cacciatori del Lombardo-Veneto a Udine, e fino al 1848 era registrato come sottotenente. Ebbe anche una figlia di nome Teodora Amalia (*1812), sposata con Angelo v. Rinaldini. |
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CHIZZOLA Enrico
(Brescia 1777 – ca 1830). Nel marzo 1797 il governo provvisorio si ribellò alla Repubblica di Venezia ed Enrico Iunior, come molti della sua famiglia, si unì a un gruppo di giovani a favore dell'indipendenza e della libertà, un movimento rivoluzionario per la creazione di uno Stato italiano il cui motto era “vivere liberi o morire”. Fu poi valoroso ufficiale della brigata Lechi con la quale combatté in Valtellina nei Grigioni e poi, nel 1805, nella guardia presidenziale e capo squadrone della gendarmeria guadagnandosi decorazioni al valore militare. Nel 1806 venne creato cavaliere della corona di ferro. Rovinato dal vizio del bere e dai debiti venne, nel 1813, trasferito ad un reggimento coloniale. Sposato con Maria Bussola, ebbe un figlio, Oseo (*1814 Milano), che nel 1834, secondo lo schematismo militare austriaco, fu cadetto del 26° Reggimento Cacciatori del Lombardo-Veneto a Udine, e fino al 1848 era registrato come sottotenente. Ebbe anche una figlia di nome Teodora Amalia (*1812), sposata con Angelo v. Rinaldini.