CHIZZOLA Clemente: differenze tra le versioni

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'''CHIZZOLA Clemente'''
 
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Sec. XVI. Dottore in legge. Nel 1509 fu tra i più alacri nell'apprestare le difese della città. Nel 1512 fece parte del consiglio dei fuoriusciti formatosi a Iseo. Nel novembre dello stesso anno fu con Clemente Porta ambasciatore straordinario presso il vicerè di Spagna per tutelare i diritti della città e assunse per ordine dello stesso con altri l'amministrazione comunale assumendo, il 7 dicembre, la funzione di Massaro del Comune per rimettere in ordine le finanze comunali, carica che tenne anche l'anno seguente.
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(1462) - Dottore in legge. Figlio minore di Justachinus. Nel 1509 fu tra i più alacri nell'apprestare le difese della città. Si batté per i diritti e i privilegi della città di Brescia allora sotto il governo spagnolo e venne spesso delegato come rappresentante politico dei bresciani. Nel 1512 fece parte del Consiglio Provvisorio dei fuoriusciti formatosi a Iseo. L’apice drammatico di questo periodo fu il Sacco di Brescia (19 febbraio 1512), con cui l’esercito francese comandato da Gaston de Foix inferse un durissimo colpo all’intera città: in quell’occasione morirono circa ottomila abitanti, oltre ad incalcolabili danni economici e finanziari. Nel novembre dello stesso anno fu con Clemente Porta ambasciatore straordinario presso il vicerè di Spagna per tutelare i diritti della città e assunse per ordine dello stesso con altri l'amministrazione comunale assumendo, il 7 dicembre, la funzione di Massaro del Comune per rimettere in ordine le finanze comunali, carica che tenne anche l'anno seguente. Clemente fu inviato con Clemente Porta come ambasciatore di Brescia presso il viceré di Spagna. Nel 1513-1514 era podestà di Lovere, in provincia di Bergamo, nominato dal dominio spagnolo e nel 1532 podestà di Orzinuovi. Il dottor Clemente si sposò con Elena NN ed ebbe cinque figli. (integrazione di Lothar Chizzola)
 
   
 
   
 
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Versione attuale delle 17:20, 7 apr 2025

CHIZZOLA Clemente

(1462) - Dottore in legge. Figlio minore di Justachinus. Nel 1509 fu tra i più alacri nell'apprestare le difese della città. Si batté per i diritti e i privilegi della città di Brescia allora sotto il governo spagnolo e venne spesso delegato come rappresentante politico dei bresciani. Nel 1512 fece parte del Consiglio Provvisorio dei fuoriusciti formatosi a Iseo. L’apice drammatico di questo periodo fu il Sacco di Brescia (19 febbraio 1512), con cui l’esercito francese comandato da Gaston de Foix inferse un durissimo colpo all’intera città: in quell’occasione morirono circa ottomila abitanti, oltre ad incalcolabili danni economici e finanziari. Nel novembre dello stesso anno fu con Clemente Porta ambasciatore straordinario presso il vicerè di Spagna per tutelare i diritti della città e assunse per ordine dello stesso con altri l'amministrazione comunale assumendo, il 7 dicembre, la funzione di Massaro del Comune per rimettere in ordine le finanze comunali, carica che tenne anche l'anno seguente. Clemente fu inviato con Clemente Porta come ambasciatore di Brescia presso il viceré di Spagna. Nel 1513-1514 era podestà di Lovere, in provincia di Bergamo, nominato dal dominio spagnolo e nel 1532 podestà di Orzinuovi. Il dottor Clemente si sposò con Elena NN ed ebbe cinque figli. (integrazione di Lothar Chizzola)