ZOPPI Vittorio: differenze tra le versioni
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| − | Sec. XIX. Avvocato. Vicegovernatore a Milano quando era governatore Massimo D'Azeglio, patriota, favorì la partenza da Milano di volontari per l'esercito garibaldino. | + | Sec. XIX. Avvocato. Vicegovernatore a Milano quando era governatore Massimo D'Azeglio, patriota, favorì la partenza da Milano di volontari per l'esercito garibaldino. Incaricato della reggenza del Governatorato di Brescia dal dicembre 1860 al giugno 1861, quando fu promosso Governatore a Salerno, ritornò a Brescia come prefetto dal 1° luglio 1865 rimanendovi fino all'ottobre 1867, quando venne trasferito a Novara. Si distinse come funzionario probo e coraggioso, capace di assumere gravi responsabilità. Nel 1866, quando era prefetto di Brescia, poco dopo l'armistizio succeduto a Custoza e a Lissa, ebbe l'incarico dal Governo, prima di sorvegliare Garibaldi, poi di arrestarlo come «sospetto di connivenza con Mazzini per proclamare la Repubblica approfittando della disillusione degli italiani» dopo la sconfitta in terra e sul mare. Lo Zoppi si rifiutò di eseguire l'ordine, chiedendo di sostituirlo se l'ordine avesse dovuto essere eseguito. |
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ZOPPI Vittorio
Sec. XIX. Avvocato. Vicegovernatore a Milano quando era governatore Massimo D'Azeglio, patriota, favorì la partenza da Milano di volontari per l'esercito garibaldino. Incaricato della reggenza del Governatorato di Brescia dal dicembre 1860 al giugno 1861, quando fu promosso Governatore a Salerno, ritornò a Brescia come prefetto dal 1° luglio 1865 rimanendovi fino all'ottobre 1867, quando venne trasferito a Novara. Si distinse come funzionario probo e coraggioso, capace di assumere gravi responsabilità. Nel 1866, quando era prefetto di Brescia, poco dopo l'armistizio succeduto a Custoza e a Lissa, ebbe l'incarico dal Governo, prima di sorvegliare Garibaldi, poi di arrestarlo come «sospetto di connivenza con Mazzini per proclamare la Repubblica approfittando della disillusione degli italiani» dopo la sconfitta in terra e sul mare. Lo Zoppi si rifiutò di eseguire l'ordine, chiedendo di sostituirlo se l'ordine avesse dovuto essere eseguito.