VIBIO Lucio Nimfodoto: differenze tra le versioni
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VIBIO Lucio Nimfodoto
Liberto, compare in una lapide che Ottavio Rossi nel 1616 attestava esistente nelle fosse del Castello di Brescia e che nel 1747 venne tolta e ceduta a Scipione Maffei e da lui trasportata a Verona e collocata nel Museo lapidario Maffeiano. Dal testo dell'iscrizione si ricava che la lapide fu posta da Lucio Vibio Nimfodoto, liberto di (L. Vibio) Visco, al dio locale Bergimo, essendo consoli Gaio Asinio Gallo e Quinto Marcio Censorino, ossia nell'anno 8 a.C., ed essendo duoviri giusdicenti (della colonia Brixia) e per giunta quinquennali, muniti di poteri diciamo censorii, Lucio Salvio Apro e Gaio Postumio Costa. Da essa emergono i nomi di due cittadini della comunità di "Brixia" diventata ormai "Colonia Civica Augusta".