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CARVANNO (in dial. Carvàn, in latino Carvanni)

Villaggio della comunità di Degagna, sperduto fra i monti confinanti con Provaglio, sul versante destro della Val de l'Agna confluente di sinistra del Chiese a Vobarno. Frazione di Vobarno, è parrocchia autonoma della vicaria di Vobarno nella zona XI Morenica del Garda. Si trova a 550 m.s.m., a 38 km. da Brescia. Conta ora circa 40 abitanti. Il Gnaga propende a farne derivare il nome dal personale Carvanus. I primi documenti del 1200 ricordano "Carvanno et Cagnaga et Cecino". Fu probabilmente feudo dei conti Martinengo che avevano sede anche a Barbarano di Salò e che detenevano anche proprietà in Rango comprese le fucine. La chiesa venne edificata forse nel sec. XIV. e consacrata il 7 ottobre 1522. Dedicata ai S.S.Gervasio e Protasio esiste ancora nel Cimitero. Nel 1580 Carvanno contava circa cento anime. Il 23 luglio 1603 la vicinia domandava il permesso di edificare una nuova chiesa parrocchiale che venne dedicata al Patrocinio di S.Giuseppe e consacrata il 30 luglio 1919. Possiede un organo costruito nel 1856 da Giuseppe Zamboni. Con decreti del 9 luglio 1569 e 8 maggio 1610 veniva staccata dalla parrocchia di Eno ed eretta in curaria di patronato dei comizi. Carvanno ebbe modeste ma attive officine, alimentate da torrentelli locali,che fornirono chiodi in abbondanza che fanno mostra ancora anche nelle porte delle case di Carvanno e che venivano esportati. Rimasero in esercizio fino al 1928 quando le sorgenti che le alimentavano vennero assorbite dal canale-galleria sotterraneo costruito dalla S.E.B. per l'alimentazione della grande centrale elettrica di Carpeneda di Vobarno. Delle officine rimangono ancora i ruderi e le famiglie Zani, superstiti ma emigrate, vengono ancora soprannominate "Zani forgèr", cioè forgiatori ossia lavoranti del ferro. Il paese che contava cento anime nel 1580 raggiunse anche le 300 ai primi del 1900 per spopolarsi gradatamente. Carvanno, che si può dire oggi abbandonato, rimane meta di gite domenicali e di cacciatori che trovano il punto di riferimento nell'antica osteria Tononi. Gli abitanti si sono trasferiti a Vobarno e vicinanze o sono emigrati in Svizzera o nelle Americhe. Rettori e parroci: G.B. Scalmana (21 settembre 1784), Francesco Baracchi (27 novembre 179), Francesco Schena (20 gennaio 1794), Luigi Berti (29 agosto 1803), Bartolo Setti (13 dicembre 1805), Gaetano Ognibene (15 luglio 1805), Carlo Crescini (28 ottobre 1818), Gerolamo Girelli (22 gennaio 1834), Giacomo Amolini (27 dicembre 1849(, Giacomo Bennati (23 luglio 1856), Antonio Nissoli (10 ottobre 1859), Amedeo Guerra (28 aprile 1863), Giovanni Zamboni (11 febbraio 1867), Celso Rossi (5 settembre 1872), Antonio Leali (3 novembre 1876), Giacomo Melli (20 maggio 1912 - 29 dicembre 1928), Epifanio Butturini (7 luglio 1932 - 28 luglio 1936), Giuseppe Fontana (26 ottobre 1937 - 30 maggio 1940), Giacomo Nelli (1 agosto 1942 - 28 febbraio 1962).