CALCIO o foot-ball: differenze tra le versioni
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CALCIO o foot-ball
Il gioco del calcio o come si deve chiamare agli inizi con termine inglese, del foot-ball (da assimilare ma non da confondere con il gioco della palla (v.) o pallone molto in voga nel Rinascimento anche a Brescia), si diffuse a Brescia quasi contemporaneamente alle grandi città come Genova, Torino, Milano. La conoscenza del gioco fu occasionale. Circa verso il 1907 i ragazzotti di via Milano ne furono attratti vedendolo esercitare nell'intervallo del pranzo da alcuni operai inglesi, venuti a Brescia a montar macchine in uno stabilimento cittadino. Il terreno scelto dagli inglesi era il Campo Fiera, poi scomparso e fu su di esso che i ragazzi bresciani, quando ebbero imparato le regole fondamentali incominciarono a praticare tale sport. Impulso poi venne ad esso da parte della "Forza e Costanza", mentre qua e là sorgevano le prime modeste ma attive società fra cui in prima fila la "Forti e Liberi". Tra i primi a promuovere il gioco sono da elencare i fratelli Vielmi, Trincai, Carrera, Maraglio, Ponti, Magri, Cremasco, Guidetti, Zamboni, ecc. Momento determinante per lo sviluppo di tale sport fu la costituzione nel 1911 del "Brescia Football Calcio" che adottò dapprima maglie a strisce blu arancio divenute poi azzurre alla vigilia della I Guerra Mondiale, con l'aggiunta in seguito di una grande "V" bianca sul petto. Il "Brescia Foot-ball Club" trasformatosi nel 1926 in "Brescia F.C." servì a rendere popolare il calcio la cui pratica si diffuse rapidamente in tutta la provincia. Allo stadio di Brescia, che dalla prima sede in Campo Marte si trasferì successivamente in via Nullo via Cesare Lombroso, porta Venezia (1924-1958) e infine nel 1958 a Mompiano, fecero corona i non meno efficienti stadi di provincia. Assieme si andavano qualificando i migliori giocatori che sotto la guida di abili allenatori come Fivber, Schoffer e Hawai, parteciparono a partite di sempre più crescente prestigio portando la squadra bresciana anche alla massima categoria nazionale. Eccelsero fra tutti i giocatori bresciani Giuseppe Trivellini che, portiere di prestigio, fu il primo bresciano a vestire la maglia azzurra della nazionale. Dal 1911 al 1936 si segnalarono i terzini Angelo Pasolini e Andrea Gadoldi, i fratelli Berardo ed Evaristo Frisoni mediani; Giuseppe Giuliani,Luigi Vielmi. Giocatori che furono famosi oltre i confini dellaprovincia furono: Giuseppe Perucchetti, Ugo Locatelli, Giuseppe Romano, Enrico Grazioli, Renato Gei. Dopo la guerra due bresciani ebbero rinomanza nazionale: Mario Rigamonti e Danilo Martelli, due giovani universitari che militavano nella squadra del Torino e che perirono nel tragico rogo di Superga. Altri buoni giocatori il calcio bresciano ha espresso negli ultimi anni con Lorenzo Bettini, Giovanni Azzini, Celso Posio, Luciano Comaschi, il famoso quintetto Primavera, Luciano Bianchi.