RADETZKY Giuseppe Venceslao: differenze tra le versioni

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RADETZKY Giuseppe Venceslao

(Boemia, 1766 - Milano, 1858). Conte. Feldmaresciallo. Entrato nell'esercito austriaco nel 1784 combattè prima contro i Turchi nel 1788-1789, poi in Italia contro i francesi nel 1797 e contro Napoleone nel 1813-1815. Capo di stato maggiore delle truppe austriache nel 1831, feld-maresciallo nel 1836. Il feldmaresciallo conobbe la terra bresciana in un momento per lui critico. Costretto, infatti, a lasciare Milano il 22 marzo 1848 in seguito all'insurrezione delle "Cinque Giornate", concentrò le sue truppe nella Bassa bresciana minacciando, in seguito alla cattura del gen. Schnals e del suo seguito, "i potentati di Brescia" di comparire alle porte della città con 100 mila uomini. Giunto, tuttavia, a poche miglia da Brescia, desistette dal proposito per non esser raggiunto dall'esercito piemontese e dai volontari milanesi. Ritornata l'Austria in Lombardia, da Brescia l'11 novembre 1848 il feldmaresciallo lanciava un proclama contro coloro che avevano favorito la rivoluzione. Toccò poi a lui decidere, dopo l'insurrezione delle Dieci Giornate del 1849, sulle pene da infliggere a coloro che avevano eccitato e nutrito il "nuovo tradimento", pur concedendo per Brescia e per Chiari una riduzione delle multe inflitte, e permettendo, dopo recisi dinieghi, che una deputazione di bresciani raggiungesse Vienna per implorare perdono all'Imperatore che portò poi all'amnistia del 12 agosto 1849.


Il 6 gennaio 1850 era di nuovo a Brescia. In seguito continuò nella politica di severo rigore, emettendo il 19 luglio 1851 un proclama che chiamava responsabili i municipi degli eventuali disordini, negando la grazia a Tito Speri e proibendo la pubblicazione di una sua lettera nella quale chiedeva di salire il patibolo dopo Montanari e don Grazioli. Il 10 dicembre 1853 toccò a lui inaugurare la ferrovia Verona-Brescia. Prima di essere esonerato nel 1857 dall'alta carica, gli toccò constatare con amarezza come la coppia imperiale fosse stata "male" accolta a Brescia. Morì in seguito ad una caduta il 3 giugno 1858 e fu seppellito a Wetzdorf dove gli era già stato apprestato un mausoleo. Il 24 aprile 1892 gli venne innalzato nella piazza Hof di Vienna un monumento. Al maresciallo venne intitolato nel 1850 un piroscafo che, trasferito dal lago di Como a quello di Garda, venne denominato "Elvezia".