PIAN di Neve: differenze tra le versioni
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Versione attuale delle 19:49, 23 giu 2019
PIAN di Neve
Segnalato con denominazione moderna e senza riferimento al dialetto tra il monte Adamello a SE e il Corno dell'Adamello a NO, costituisce, con la vedretta del Mandrone e la Lobbia, uno dei maggiori ghiacciai del gruppo dell'Adamello e fra i più suggestivi ed ammirati. È racchiuso da un orlo occidentale segnato dalle cime del corno di Salarno, Corno Miller, dell'Adamello, del Corno Bianco e da un orlo orientale di rocce delle Lobbie e del Dosson di Genova. La cima (m. 3205) che ne prende il nome e che si trova a S del ghiacciaio costituisce la più alta quota della cortina rocciosa che si alza di poco dai nevai. Staccandosi dal Pian di Neve essa origina tutta la catena del Salarno, ma non riveste, a quanto afferma Pericle Sacchi, alcun "interesse o importanza alpinistica". Il nome venne assegnato da Democrito Prina. La cima, accessibile sia a N che a S, venne raggiunta la prima volta da Rodolfo e Ludovico Brehm con Domenico Conti il 23 agosto 1872 e la seconda volta da Democrito Prina con le guide Pasquale Cauzzi e Giuseppe Madei il 7 settembre 1896 che la ritennero vergine. Nel luglio 1938 venne posta alla Lobbia, perché fosse oltre che ricordo dei morti richiamo agli alpinisti sorpresi dalle intemperie, la campana più alta d'Italia. Sul Pian di Neve a 3200 m. s.l.m., esiste il lago più alto delle Alpi bresciane (m. 57 di lunghezza, m. 18 di larghezza, m. 2.30 di profondità, mq. 785 di superficie). Di natura epiglaciale, compare e scompare nel corso degli anni.