BORNATO Girolamo: differenze tra le versioni
| [versione verificata] | [versione verificata] |
m (una versione importata: Import volumi 01-02) |
m (una versione importata: Import volumi 01-02) |
(Nessuna differenza)
| |
Versione attuale delle 00:22, 18 mag 2016
BORNATO Girolamo
Metà del sec. XVI. Nobile. Fu grecista e latinista e scrisse versi in volgare. Fu tra i promotori dell'Accademia degli Occulti, col nome di Astruso e con l'insegna del riccio e il motto "undique tutus". L'Arnigio lo dice "letteratissimo e nelle virtù morali esercitato" e Ottavio Rossi assicura che "fornito di lettere squisite e nella poesia greca, latina e italiana, spirava tutte le grazie..." e in più che la sua casa era "il rifugio dei virtuosi". Ebbe amicizia con i letterati del tempo anche forestieri. Cesare Ducco e Giovanni Antonio Tajetti gli dedicarono nelle "Rime degli Occulti" rispettivamente un endecasillabo e un Carme. Di lui si hanno a stampa: un'egloga intitolata "Tyrsis", diciannove epigrammi, dieci distici e tre endecasillabi raccolti in "Carmina Academ. Occultorum" (Brescia, Sabbio 1570 in 8° di pag. 31). I tre endecasillabi e i due epigrammi sono stati riprodotti anche dal Querini in "Specimen" ( p. H p. 246); un epigramma latino è in "Tempio" di Girolamo Colonna d'Aragona (Padova, 1568, p. H p. 28), un altro in lode di Giuseppe Valdagno è in "Intorno all'uso della filosofia" del Valdagno stesso (Brescia, Bozzola, 1567 p. 59); una canzone, madrigali, sonetti e un'egloga sono in "Rime degli Occulti" (p. 3), e due sonetti nelle "Rime di diversi Bresciani' del Ruscelli (Venezia, 1 554 in 8° p. 124); un "Carmen in Elegiam De Rosa" sta in "P.Virgilii Maron. Brevis expositio Scip. Badalucchi" (Brescia, Vicenzo Sabbio, 1574).