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MAGGI Aimo

(Brescia, 31 maggio 1756 - 9 dicembre 1793). Compì gli studi all'Università di Bologna. Suonatore di violino, fu pittore di paesaggi, discepolo del Bertelli su cui scrisse. Fu presidente della Biblioteca Queriniana. Frequentò il salotto di Bianca Uggeri Capece. Religiosissimo e benefico, fu visitatore della Dottrina Cristiana della città e si faceva infermiere dei suoi contadini. In pittura fu allievo del paesista Agostino Bertelli, di cui scrisse poi una garbata biografia. Il Fenaroli lo dice: "Delizia di chiunque ne conosceva i candidi pregi, amore e vincolo e centro comune de' suoi genitori e dei fratelli". Colpito a trent'anni da una grave malattia, visse tra alternative di speranze e di delusioni. Si conoscono di lui due paesaggi di proprietà del conte Joska Maggi che Emma Calabi definisce "modesti assai". Pubblicò : "Memorie sulla vita di Agostino Bertelli paesista bresciano". Operetta postuma del conte A.M., Brescia, Dalla Stamperia Pasini, M.DCC.XCVI in 89. Scrisse inoltre: "Lettera di Salomone Gessner al signor Fuesslin intorno al dipingere i paesetti, tradotta dal francese" che rimase inedita, essendo scomparsa la traduzione di P. Soave.