LICHETO, Lecheto Francesco: differenze tra le versioni

[versione verificata][versione verificata]
m (una versione importata: Import Volume 07)
m (una versione importata: Import Volume 07)
 
(Nessuna differenza)

Versione attuale delle 22:56, 23 apr 2018

LICHETO, Lecheto Francesco

(Nato tra il 1460 e 1470 - Budapest, 15 settembre 1520). Vi è chi lo fa nascere a Brescia nella famiglia Lechi. Altri lo rivendicano a Lovere, discendente della famiglia Celeri detta Lecheti. Non si conosce nè l'anno di nascita nè l'anno in cui entrò nell'Ordine. Fu discepolo di fra Gabriele da Verona Rangoni. Da alcune frasi sue al capitolo di Cracovia (25 agosto 1520) risulta che era Vicario o Ministro Provinciale della Provincia bresciana già nel 1495 o ancor prima, ed era giovane. Nel capitolo generale degli Osservanti Cismontani del 1512, "Francius Lychetus, Provinciae Brixiensis, suppletus est Vicarius Candiae". Nel capitolo generale dei Cismontani del 1514 partecipava già come definitore generale. Nel capitolo Generalissimo tenutosi a Roma il primo giugno 1517 ottenne 9 voti. Insegnò a Napoli, non si sa quando, e nell'isola del Garda. Era ormai diventato uno dei più celebri dottori del suo tempo unendo ad una specchiata vita religiosa una conoscenza teologica e metafisica, soprattutto fondata sull'insegnamento di Duns Scoto, considerata unica. Un frate Francesco Licheto, teologo in un certo grado, aveva retto per tre anni lo Studio nel monastero napoletano in Santa Croce, andava a Mantova con un'alta raccomandazione della regina Giovanna di Napoli (12 luglio 1512) per la marchesa Isabella d'Este Gonzaga. Con Isabella il Licheto rimase in corrispondenza anche in seguito. Nel 1512 assistette negli ultimi istanti prima di salire il patibolo il conte Luigi Avogadro capo della congiura contro i francesi. Nel gennaio 1515 fu ospite del monastero di Gavardo. La leggenda vuole sia stato maestro del futuro papa Adriano VI, che viene fatto nascere a Renzano. Il Licheto si fermò per un certo tempo nell'Isola di Garda dove tenne un rinomato studio in cui spiegò Scoto a circa una quarantina di frati. Il Grattarolo scrive che a "comodità del "fioritissimo studio" ci si fabbricò un loco, a guisa di mezza luna, o sia di Teatro, ma piccolo, dove i frati, e gli altri secolari disputavano, passeggiando come facevano i peripatetici nella Accademia di Atene con un tribunale da capo dov'ei leggeva, et con un grado solo d'attorno dove gl'altri ascoltavano sedendo". Un interessante affresco del primo chiostro di S. Giuseppe lo raffigura mentre tiene lezione e dal cuore gli esce una luce che forma un ruscello, luce che egli raccoglie direttamente dal cielo, cui tende la mano sinistra. Vari recipienti di disuguale capacità che ognuno dei presenti porta, stanno a significare la diversità di recezione. La didascalia suggerisce "F. Fran.co Lichetto di Brescia Min.re Oss.te fu l'an 1515 lettor nell'Isola di Garda di 100 stud.ti,ivi però figurato che formi fiumi di scienza, ed ogni uno n'apprenda giusta la propria capacità; che diffuse pure in difender l'Imm.ta Concett.e, comentar Scoto ed inimercarsi l'onor di maestro d'Adriano 6 pont. e gene.le dell'Ordine. In verità un elenco degli studenti del 1515 li fa salire a 48. Il Licheto venne eletto Generale dell'Ordine il 10 luglio 1518 dal Capitolo Generale che si teneva in Lione.


Nel 1518-1519 visitò varie Provincie d'Italia, organizzando o presiedendo a vari Capitoli (Provinciali) e dettando norma per la regolare Osservanza. Il 27 maggio 1520 tenne a Bordeaux la Congregazione Generale, dopo la quale cominciò il suo "tour" europeo per prendere visione diretta delle varie provincie. Ecco il suo percorso: Da Bordeaux va a Petau (Pictarium) dall' 11 al 14 giugno; passa a Parigi ove detta norme per gli studi ai Francescani della Sorbona. Inculca lo studio di Scoto del quale aveva una conoscenza profondissima. Passa in Germania e visita ambedue le Provincie della Sassonia. Il 13 agosto è a Bratislava (Breslau) nella Slesia dove presiede al Capitolo Generale degli Osservanti Boemi. I1 17 agosto lascia la Boemia. Il 21 agosto è a Cracovia in Polonia; quivi presiede al Capitolo dei Frati Polacchi nei giorni 21-25 agosto. Da qui parte per l'Ungheria attraverso i Carpazi. Nella città di Cassoria (Kosice, Kaschau, Kassa) si fa ospitare in un convento appestato, pur essendo già pronto un altro luogo non infetto. A causa della peste muore in Budapest il 15 settembre 1520. Altri attribuirono la morte all'inesperienza dei medici e di uno pseudo-medico che gli somministrarono medicine incongruenti. La sua perdita venne considerata una calamità per l'Ordine. Sebbene energico (si dice che nella sua visita abbia deposto una settantina di guardiani perchè non curarono abbastanza gli ammalati), dimostrò cuore paterno tale che l'ordine "dagli anni antichi non ebbe mai".


Opere: "Commentaria in Joannem Duns Scotum super secundo sententiarum (impressa per Doninum Paganinum de Paganinis Brixiensen Salodii 1517 die 8 maj in f. ". "Peritissimi viri Fr. Franc. Lycheti de Brixia O.M. de Observantia Vicarii Provinciae Brixiae. In Johan Duns Scotum super quaestionibus quolibet clarissima Commentaria. In fine: Expliciunt Comm. Ven. Jo. Fr. Lycheti de Brixiae ecc. (Impressa per Paganinum de Paganinis Brixiensen cura et sollicitudine Ven. P.F. Danielis Bergomensis a Celestini Brixienis Prov. Brix A.D. M.D. XVII in fol. 2 col); Venetis, apud Ioannem Protensem 1520 in f.; Parigi, Iean Granjon 1519-1520, 4 vol. in uno; Venitis, apud Zenarum, 1589 ecc.; "peritissimi viri in Io Duns Scotum super primo et tertio sententiarum clarissima Commentaria subtilium difficultatum per puicha solutiones. In fine Explic Commentaria Ven P. Fr. Lycheti de Brixia ecc super primo et tertio doct. subtilis Scoti Impressa per Guidum de Bonazeriis Cremonens in provincia Brixiae cura et studio et sollictudine Ven. P. F. Bartholom de Brixia FR de Sospitello et Pauli de Luare prov. Brixiae; 1518 A.D. Incarnation die 22 maii, in vigilia Pentec. in fol. 2 coll.); "Francisci Lycheti Brixiensis olim Regularis Observantiae Ministri Generali Ornatissimi Theol Praestrantiss. Et in doctrina Scotica eruditiss. ac Scoticarum disciplinar propugnatoris acerrimi. In primum, secundum et tertium Scoti sententiarum libros, ac in jeusdem qualibet commentationes subtilissimae ecc. ecc. Nunc cura sommoque labore, ac studio Illustriss. et Reverendiss. D.D. fr. Costantii Sermoni S.R.E. Card. "Commentaria in Joan Duns Scotum super quarta sententiarum" (Venetiis apud Joan. Praetensem 1520; apud Zenarum 1589, ecc. "Theoremata disputata contra Augustinum Gressanum, Neapoli..." "Commentaria super novem libros metaphisicae. Venetiis apud Zenarum.