LAMBERTO da Brescia: differenze tra le versioni

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LAMBERTO da Brescia

(Brescia, 1587-1650). Di Giambattista e di una Rizzardi, della nobile famiglia Lamberti; al secolo Lamberti Lamberto, nome che conservò in religione. Crebbe, bellissimo, nelle più severe virtù, vincendo tentazioni anche gravi e dirette alla sua castità. Presentatosi a p. Mattia Bellintani, nel 1605 chiese di entrare nell'Ordine dei Cappuccini in cui si distinse per spirito di preghiera e di penitenza. L'anno dopo pronunciava i voti solenni. L'emozione provata nel convincere la madre a perdonare gli uccisori di due suoi fratelli lo resero invalido impedendogli di continuare gli studi, ma fu ugualmente consacrato sacerdote. Nella preghiera si trasfigurava, rapito; nelle penitenze arrivava fino allo spargimento di sangue e allo strenuo delle forze. Al braccio portò sempre una catena con la scritta «Schiavo di Maria». Fu instancabile nella carità verso il prossimo difendendo dai prepotenti i deboli, redimendo prostitute, riparando scandali. Si adoperò a placare ire e animi esacerbati, a riconciliare nemici, fra cui il duca di Mantova con il marchese di Castiglione, a impedire vendette e delitti. Caritatevolissimo fu con gli ammalati che guariva anche con la sua sola presenza; assistette i condannati a supplizio e nel 1630 creato Ministro Provinciale organizzò l'assistenza da parte dei suoi religiosi ai colpiti del morbo a Brescia, Bergamo e Crema. Per invidie e gelosie dovette sopportare inchieste sul suo operato, senza la minima protesta da parte sua. Ebbe il dono della profezia e operò numerose e clamorose guarigioni. Predisse anche la sua morte. Godette la più viva devozione e stima ed ebbe fama di santo.