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BELLASO Giovan Battista

(Brescia, 1513 - morto dopo il 1564). Figlio di Gaetano e di Caterina. Nato a Brescia da nobile famiglia fu nel 1549 a Roma al seguito del card. R.Pio da Carpi. Fu giureconsulto e matematico. Appassionato studioso di criptografia inventò un suo sistema divulgandolo in un volumetto dal titolo "La cifra del sig. G.B.Bellaso... nuovamente da lui ridotta a grandissima brevità et perfetione" (Venezia 1553) che ebbe notevole successo per la sua praticità e semplicità, essendo basato sull'uso di un termine convenzionale, con l'inserimento del quale la serie alfabetica era completamente trasformata usando come "segno nullo" la X. Nel 1555 pubblicava: "Novi et singolari modi di cifrare" con due nuovi sistemi crittografici e con l'enunciazione di alcuni principi generali di notevole importanza. La sua più rilevante opera fu pubblicata nel 1567 sotto il titolo "Il vero modo di scrivere in cifra con facilità, prestezza et securezza" (Brescia, Britannico, 1564), in cui esponeva ben sei sistemi crittografici alcuni dei quali completamente nuovi anche se basati sugli stessi principi di quelli già enunciati. Benché il Bellaso avesse escogitato i sui sistemi ad uso prevalentemente delle cancellerie nessuna di queste li adottò fatta eccezione di quella pontificia che usò sistemi analoghi evidentemente derivati da quelli enunciati dal Bellaso. Ma la sua fama fu soprattutto dovuta ad una semplice frase di due righe, posta come puro esempio, in "Nuovi et singolari modi di cifrare" che suona: "La ragione perché lassando cadere da alto a basso due palle, una di ferro, et l'altra di legno così presto cada in terra quella di legno como quella di ferro". In essa si volle vedere un'anticipazione della teoria galileiana.