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GHIDINELLI

Distinta famiglia valsabbina originaria di Avenone. Si tratta di una famiglia di proprietari terrieri che non ha esaurita la sua presenza nella cura della terra e nell'allevamento del bestiame, ma l'ha estesa all'artigianato e alla libera professione. Il primo documento finora conosciuto, in base alla ricerche del prof. Alfredo Bonomi è del 1564. Vi è citato un Francesco Ghidinelli di Avenone che ha l'impegno di un livello nei confronti del rettore della Chiesa di S. Andrea per officiare in determinati giorni dell'anno nella cappella sussidiaria di S. Bartolomeo ad Avenone. Fatto significativo, assieme al Ghidinelli sono citate altre persone di Avenone: un Peluchino, un Cominoli ed un Obertino, mentre in un precedente documento del 1503 è citato insieme ad un Cominoli, un Bonhomo. Come succede anche per altre famiglie, all'originario gruppo, vengono via via distinguendosi diramazioni che si distinguono con "nomignoli". Nel libro delle parentele e famiglie (e siamo già nel 1812 e quindi in questi anni la famiglia Ghidinelli si è già diramata in altre zone, specificatamente a Forno, Vestone, Brozzo, Lodrino, Casto, Brescia, Venezia; attualmente oltre a questi paesi vedono la presenza ai Ghidinelli: Agnosine, Provaglio V.S., Sabbio Chiese, Gavardo, Ome, Gussago, Tavernole ed altre zone) sono citate e riportate le famiglie Ghidinelli ancora presenti in Avenone. Essi risultano nelle seguenti denominazioni: Ghidinelli Fioravany", "Fioravany Gazine", "Pistole" "Pita", "Carovane" "Bertò", "Bertàri". La famiglia si estese nelle Pertiche, e specialmente a Casto e a Forno dove si dedicò all'attività metallurgica e dove nel 1640 è presente il magistro Francesco Ghidinelli e nel 1660 il magistro Pietro Ghidinelli. Verso la fine del 1600 troviamo a Casto un Ghidinello "molinaro", pure proveniente da Avenone che dà origine ai Ghidinelli del Savallese e poi di Lodrino. La famiglia Ghidinelli annovera anche notai: Ghidinelli Angelo q. Pietro (1648-1685), Ghidinelli Andrea q. Angelo (1696-1726). Nel 1682 Angelo Ghidinelli è sindaco generale della Valle Sabbia, carica particolarmente prestigiosa che ci indica la particolare importanza del personaggio. Numerosi sono anche i sacerdoti fra cui don Alessandro che con testamento del 25 nov. 1679 lascia i suoi beni per l'istituzione di una cappellania per l'istruzione dei fanciulli di Avenone. Don Bortolo (citato nel 1730-1740); don Faustino cappellano ad Avenone e poi a Lumezzane (dove muore il 7 feb. 1843); don Bortolo, morto cappellano ad Arno di Valvestino il 15 nov. 1816; Gian Maria (Avenone 21 mag. 1808 - Bione 16 dic. 1856), parroco a Levrange e poi arciprete a Bione, benefico in morte con i poveri don Giovanni Maria (v.) don Pietro (v.). "Stimatissimo" maestro elementare fu Fioravante (Avenone, 15 mag. 1815 - 3 nov. 1880); maestro alla Raffa fu Giov. Maria (Avenone 1800 - Raffa 1847). Segretari comunali molto attivi furono Tommaso (morto nel 1630) e Luigi (Avenone 1897-1936) ecc. Stemma: «Di rosso, a un giglio stilizzato d'argento, sostenente una crocetta d'oro».