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ATLETICA leggera

Chiamata dapprima "sport pedestre" ebbe la sua prima rilevante manifestazione a Brescia nel 1900 con il tentativo del record dell'ora e dei tre chilometri da parte di Gino Gianola del Club Pedestre Bresciano. Pochi anni dopo, nel 1904, Luigi Coglio si imponeva nel tratto fra la Pusterla e il Goletto in 7'16". Queste imprese si ripeterono nel 1908 con il record italiano nei 110 ostacoli di Lisarelli, con l'entrata in lizza di numerosi atleti (operai, braccianti, ecc.) e con la nascita di società locali. Nel 1912 Giovanni Nulli di Iseo fu tra i finalisti dei campionati nazionali. Dopo una stasi imposta dalla guerra l'atletica riprese a vigoreggiare con atleti usciti dal reggimento bersaglieri di stanza a Brescia fra cui Lazzaro Parisio primo nella corsa campestre di Monza del 1919 e dalle altre società risorte. Una sezione atletica si costituì anche in seno al "Brescia Foot Ball Club" e si distinse per una medaglia di bronzo del recordman italiano degli 800 e 1500 m. Ernesto Ambrosini, nelle Olimpiadi di Anversa (1920). Nel 1921 Brescia organizzava il campionato nazionale di corsa campestre nella quale il Brescia Foot Ball conquistò il secondo posto nella graduatoria per squadre. Una nuova tappa della atletica leggera fu segnata dalla inaugurazione di una pista di 500 m. allo stadio militare e di un'altra, nel 1924, nello stadium porta Venezia per conto della "Gymnasium". Su tale pista nel dicembre 1924 Giulio Bianchetti stabiliva il primato italiano della distanza (100 Km. in 11 ore e 45"). Una lunga crisi successe salvo alcune lodevoli eccezioni fino al 1939, quando riprese vigore la "Forza e Costanza" dalla quale uscirono Luigi Bettini, Paterlini, Cremaschini e Benzoni. Ma i migliori atleti bresciani passarono a società milanesi. Breve periodo di crisi e ripresa nel 1945 per merito di Alessandro Calvesi e grazie a Paterlini, Colosio, i fratelli Cabrioli, Squassina, Franzoni, Colombi. Rafforzò l'atletica bresciana il C.S.I. con Toso, Turcato, Ossena, Siddi, Benamati e Filiput e la nascita nel 1950, dell' "Atletica bresciana" e a sodalizi provinciali (Rovato, Palazzolo, Breno, Lumezzane, Gardone V.T., Saiano ecc.). Le imprese dell'ostacolista Bresciano, di Azzani, Volpi, Cordovani, Meggiolaro, Bargnani, Baronchelli indicarono una ripresa che si rivelò però un fuoco di paglia.