CHIZZOLA Leandro: differenze tra le versioni
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(Brescia, 1673 – Bologna ca 1752). Nobile. Di Giannantonio e Marta Bona. Educato a Salò, studiò poi a Padova e a Roma, si laureò in legge. Fattosi sacerdote, ancora a Roma, venne nominato canonico coadiutore con diritto di successione del can. Antonio Chizzola, suo zio. Il vescovo mons. Barbarigo lo nominò nel 1716 vicario generale della diocesi di Brescia. Leandro fu dai trent’anni vicario generale di tre vescovi, di Barbarigo (+1723), Fortunato Morosini (+1727) e fu eletto nel Capitolo unito vicario dal cardinale Angelo Maria Querini (+1755) essendo un personaggio impor-tante, incarico che mantenne poi fino al 1746, pur desiderando egli di entrare nella Compagnia di Gesù, desiderio che realizzò dopo parecchio tempo, suscitando forti reazioni nel card. Querini che cercò di ricorrere anche al Papa. | (Brescia, 1673 – Bologna ca 1752). Nobile. Di Giannantonio e Marta Bona. Educato a Salò, studiò poi a Padova e a Roma, si laureò in legge. Fattosi sacerdote, ancora a Roma, venne nominato canonico coadiutore con diritto di successione del can. Antonio Chizzola, suo zio. Il vescovo mons. Barbarigo lo nominò nel 1716 vicario generale della diocesi di Brescia. Leandro fu dai trent’anni vicario generale di tre vescovi, di Barbarigo (+1723), Fortunato Morosini (+1727) e fu eletto nel Capitolo unito vicario dal cardinale Angelo Maria Querini (+1755) essendo un personaggio impor-tante, incarico che mantenne poi fino al 1746, pur desiderando egli di entrare nella Compagnia di Gesù, desiderio che realizzò dopo parecchio tempo, suscitando forti reazioni nel card. Querini che cercò di ricorrere anche al Papa. | ||
| − | + | Lasciò manoscritti (in Bibl. Queriniana): "Circolare ai Vicari della Diocesi pel canto del Te Deum, per essere stato Cardinale Francesco Barbarigo vescovo di Brescia" (Ms. F.IV. 7 misc. 8.o). "Sentenze sulle comunità di Castiglione e di Medole" (Ms. F.V. 6m.5). Lettere. Leandro morì circa nel 1752 presso i Gesuiti di Bologna | |
| − | Lasciò manoscritti (in Bibl. Queriniana): "Circolare ai Vicari della Diocesi pel canto del Te Deum, per essere stato Cardinale Francesco Barbarigo vescovo di Brescia" (Ms. F.IV. 7 misc. 8.o). "Sentenze sulle comunità di Castiglione e di Medole" (Ms. F.V. 6m.5). Lettere. Leandro morì circa nel 1752 presso i Gesuiti di Bologna. | + | Le sue sorelle Maria e Costanze Chizzola erano monache a Santa Giulia, Costanze fu badessa nel 1750 e nel 1751. |
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Versione delle 17:30, 25 nov 2024
CHIZZOLA Leandro (Brescia, 1673 – Bologna ca 1752). Nobile. Di Giannantonio e Marta Bona. Educato a Salò, studiò poi a Padova e a Roma, si laureò in legge. Fattosi sacerdote, ancora a Roma, venne nominato canonico coadiutore con diritto di successione del can. Antonio Chizzola, suo zio. Il vescovo mons. Barbarigo lo nominò nel 1716 vicario generale della diocesi di Brescia. Leandro fu dai trent’anni vicario generale di tre vescovi, di Barbarigo (+1723), Fortunato Morosini (+1727) e fu eletto nel Capitolo unito vicario dal cardinale Angelo Maria Querini (+1755) essendo un personaggio impor-tante, incarico che mantenne poi fino al 1746, pur desiderando egli di entrare nella Compagnia di Gesù, desiderio che realizzò dopo parecchio tempo, suscitando forti reazioni nel card. Querini che cercò di ricorrere anche al Papa. Lasciò manoscritti (in Bibl. Queriniana): "Circolare ai Vicari della Diocesi pel canto del Te Deum, per essere stato Cardinale Francesco Barbarigo vescovo di Brescia" (Ms. F.IV. 7 misc. 8.o). "Sentenze sulle comunità di Castiglione e di Medole" (Ms. F.V. 6m.5). Lettere. Leandro morì circa nel 1752 presso i Gesuiti di Bologna Le sue sorelle Maria e Costanze Chizzola erano monache a Santa Giulia, Costanze fu badessa nel 1750 e nel 1751.