CHIZZOLA Giacomo (2): differenze tra le versioni
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| − | (1502 - 1586) | + | (1502 - 1586) Giacomo era una mente universale ed umanista, si era laureato in diritto civile l’11 febbraio 1527 , fu giudice, economista e diplomatico, e un ottimo oratore e benefattore. Giacomo filio di Veronica, adottato dallo zio Lodovico Chizzola, suo fratello. Giacomo sposò Vittoria Gavazzi, figlia del Hieronimo, figlio dell’eccellente medico Lodovico Gavazzi. Fu chiamato diciassette volte come ambasciatore speciale per la Repubblica di Venezia e Brescia, fornito di una delega del doge e aveva fatto della sua casa un cenacolo di eruditi ed artisti. A ventinove anni Giacomo era tra gli Abati e membro del “Consiglio generale”. Nel 1533 Venezia pretese annualmente dalla Provincia di Brescia 1.000 buoi, Giacomo poté ottenere con negoziati coronati dal successo grazie alla sua abilità oratoria, l’abolizione di questo tributo adducendo la giustificazione che, siccome la città era molto densamente abitata, non c’era infatti abbastanza foraggio per nutrire i 1.000 buoi e le proprie bestie. |
| + | A Brescia aver fondato un'accademia ne fondò una seconda verso la metà del sec.XVI nel suo palazzo di Rezzato, un'accademia scientifico-letteraria, di cui fu forse presidente il vescovo Bollani, ed alla quale partecipò anche il card. Pole. Fra i più assidui maestri contò Nicolò Tartaglia che vi lesse, forse, la seconda parte del "Generale trattato dei numeri et misure" stampato nel 1566. Probabilmente l'accademia chiuse i battenti nel 1575. Fu studioso di problemi agrari e promosse la gelsicoltura. Di agricoltura si interessarono marginalmente anche le Accademie da lui fondate nelle quali egli stesso insegnò economia agraria. Delle accademie fu protettore il card. Pole, amico ed estimatore del Chizzola. Per diciassette volte fu ambasciatore di Brescia a Venezia. Fu tra i più attivi collaboratori di S. Girolamo Emiliani nell'assistenza agli orfani e fu tra i fondatori e amministratore dell'Ospedale degli Incurabili. Giurista stimato, difese nel 1558, 1561 e 1588 i diritti di Brescia sull'Oglio e contribuì a definire i rapporti tra Brescia e Cremona. | ||
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Versione delle 21:51, 10 nov 2024
CHIZZOLA Giacomo, Dott e Cavaliere
(1502 - 1586) Giacomo era una mente universale ed umanista, si era laureato in diritto civile l’11 febbraio 1527 , fu giudice, economista e diplomatico, e un ottimo oratore e benefattore. Giacomo filio di Veronica, adottato dallo zio Lodovico Chizzola, suo fratello. Giacomo sposò Vittoria Gavazzi, figlia del Hieronimo, figlio dell’eccellente medico Lodovico Gavazzi. Fu chiamato diciassette volte come ambasciatore speciale per la Repubblica di Venezia e Brescia, fornito di una delega del doge e aveva fatto della sua casa un cenacolo di eruditi ed artisti. A ventinove anni Giacomo era tra gli Abati e membro del “Consiglio generale”. Nel 1533 Venezia pretese annualmente dalla Provincia di Brescia 1.000 buoi, Giacomo poté ottenere con negoziati coronati dal successo grazie alla sua abilità oratoria, l’abolizione di questo tributo adducendo la giustificazione che, siccome la città era molto densamente abitata, non c’era infatti abbastanza foraggio per nutrire i 1.000 buoi e le proprie bestie.
A Brescia aver fondato un'accademia ne fondò una seconda verso la metà del sec.XVI nel suo palazzo di Rezzato, un'accademia scientifico-letteraria, di cui fu forse presidente il vescovo Bollani, ed alla quale partecipò anche il card. Pole. Fra i più assidui maestri contò Nicolò Tartaglia che vi lesse, forse, la seconda parte del "Generale trattato dei numeri et misure" stampato nel 1566. Probabilmente l'accademia chiuse i battenti nel 1575. Fu studioso di problemi agrari e promosse la gelsicoltura. Di agricoltura si interessarono marginalmente anche le Accademie da lui fondate nelle quali egli stesso insegnò economia agraria. Delle accademie fu protettore il card. Pole, amico ed estimatore del Chizzola. Per diciassette volte fu ambasciatore di Brescia a Venezia. Fu tra i più attivi collaboratori di S. Girolamo Emiliani nell'assistenza agli orfani e fu tra i fondatori e amministratore dell'Ospedale degli Incurabili. Giurista stimato, difese nel 1558, 1561 e 1588 i diritti di Brescia sull'Oglio e contribuì a definire i rapporti tra Brescia e Cremona.