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		<title>PANCIERA di Zoppola - Cronologia</title>
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		<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>Pgibe: una versione importata: Import Volume XII</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import Volume XII&lt;/p&gt;
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				&lt;tr style='vertical-align: top;' lang='it'&gt;
				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;← Versione meno recente&lt;/td&gt;
				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;Versione delle 20:46, 17 feb 2019&lt;/td&gt;
				&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan='2' style='text-align: center;' lang='it'&gt;&lt;div class=&quot;mw-diff-empty&quot;&gt;(Nessuna differenza)&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe il 08:01, 17 feb 2019</title>
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				<updated>2019-02-17T08:01:28Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''PANCIERA di Zoppola'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ORIGINI. La famiglia è nominata per la prima volta, a Portogruaro, nel 1316 con Francesco che viene incaricato dal Vescovo di Concordia di mediare in una vertenza fra il suddetto Vescovo ed alcuni suoi sudditi; in questo, come in altri documenti, egli è qualificato come &amp;quot;dominus&amp;quot;, cioè &amp;quot;signore&amp;quot;. In tale modo, infatti, venivano chiamate le persone di nobili natali. Ciò confermerebbe la nobiltà della famiglia già agli inizi del XIV secolo e, conseguentemente, un'origine di essa ancora più antica. È un fatto, però, che codeste origini siano alquanto controverse. Un &amp;quot;vago ricordo&amp;quot; la farebbe discendere da Pietro, marchese di Pietrapelosa d'Istria; secondo altri (O. Mannini: &amp;quot;Memorie e notizie raccolte&amp;quot; - manoscritto) i Panciera, o Pancerini, sarebbero originari di S. Agata, in Puglia, da dove si sarebbero trasferiti a Portogruaro, mentre un'altra ipotesi, molto più recente, (dott. Marco Salvador, friulano) sosterrebbe, con prove alla mano, che codesta famiglia altro non sarebbe che un ramo della nobile e potente casata degli Squarra, sempre di Portogruaro, che durante il XIII secolo fu infeudata dal Vescovo di Concordia, del Castello di Fratta. Comunque sia, i Panciera, che nel 1399 ottennero da Venceslao, Re dei Romani, il titolo ereditario di Conte Palatino, furono infeudati nel 1405 dal Patriarca d'Aquileja Antonio Panciera (il più illustre della famiglia) del Castello e del feudo di Zoppola potendo quindi avere diritto di voto nel &amp;quot;Magnifico e General Parlamento del Friuli&amp;quot; dove occuparono il 21° posto esattamente dopo i castellani di Montereale e prima di quelli di Panigai. Il feudo di Zoppola comprendeva: Zoppola, Marzinis, Murlis e Ovoleto. STEMMA. Lo stemma della famiglia, così come registrato dalla Consulta Araldica del Regno d'Italia, è descrivibile nel seguente modo: «Semipartito e troncato; nel 1° di rosso alla banda scaccata d'azzurro e d'argento su tre file; nel 2° di rosso alla corazza al naturale; nel 3° d'azzurro alla stella d'oro». Da interpretare come segue: nel 1° vi è lo stemma Tomacelli, concesso dal papa Bonifacio IX (Tomacelli) nel 1392 ad Antonio Panciera, suo segretario apostolico, nel 2° abbiamo lo stemma originario della famiglia, mentre nel 3° è raffigurato lo stemma del feudo di Zoppola. Da aggiungere ancora che, secondo il dott. Marco Salvador, &amp;quot;d'azzurro alla stella d'oro&amp;quot; sarebbe invece lo stemma degli Squarra, ossia della famiglia che avrebbe dato origine ai Panciera di Zoppola. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Panciera di Zoppola incominciarono ad avere rapporti con Brescia nel 1838 quando in seguito alla morte del nobile Gerolamo Molin (1837), erede di una grande ricchezza pervenutagli dal cugino Gerolamo Silvio Martinengo di Padernello, tutta la sua sostanza passò alle due sorelle Molin, Alba e Maria che erano sposate, la prima, al nob. Pietro Salvadego e la seconda, al conte Giuseppe Panciera di Zoppola, di famiglia friulana. Per amministrare questa cospicua eredità, comprendente il Cannello, Padernello, Collebeato e altri beni, il conte Giuseppe incominciò a frequentare il Bresciano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il conte Camillo Luigi (Zoppola, 1787 - Brescia, 1853), i Panciera si trasferirono in parte a Brescia. Con lui, infatti, dei ventuno figli quattro divennero quasi del tutto bresciani e cioè: Nicolò (v.) (Zoppola 1827 - 1907), Girolamo (v.) (Zoppola 1829 - Brescia 1911), Andrea Giovanni Battista (Zoppola 1830 - Torbiato 1908), Girolamo Silvio (v.) (Zoppola 1838 - Collebeato 1904). Andrea, in prime nozze, aveva sposato la nob. Lucrezia dei conti Salvadego-Molin, vedova del fratello Giuseppe, che gli portò in eredità un notevole patrimonio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dei discendenti dal citato Camillo Luigi e da Teresa di Colloredo Mels il ramo primogenito fece capo a Nicolò. Da lui e dalla contessa bresciana Maria Gambara qd. Vincenzo nacquero cinque figli, dei quali vissero quasi sempre a Brescia: Vincenzo Pietro (v.) (Brescia, 2 dicembre 1854 - 15 settembre 1917), Maria Teresa (Brescia, 21 gennaio 1858, sposa a Brescia il 30 agosto 1878 al nob. G.B. Valvassori di Padova, morta a Padova nel 1950) e Claudia Isabella (v.) (Brescia, 2 marzo 1862 1937); gli altri due figli erano Francesco (v.) (Zoppola 1868 - Padova 1940) e Camillo (v.). Da Vincenzo Pietro e da Clotilde Brusaferri nacquero Nicolò Alessandro (Brescia, 28 agosto 1892 - morto nel 1950) (v.); Angela Maria (Brescia, 28 agosto 1892 - morta nel 1980), sposa a Brescia il 6 maggio 1914 al conte Fabio Asquini di Fagagna (Udine); Giorgio Camillo (v.) (Brescia, 30 gennaio 1895 - Zoppola, 6 maggio 1965).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ramo primogenito continuò con i figli di Giorgio avuti dalla contessa Beatrice Balbo di Vinadio qd. Prospero (n. a Torino il 24 novembre 1902): Vincenzo (n. a Brescia il 25 giugno 1925, imprenditore agricolo, coniugato con Franca Marazzani Visconti dalla quale ebbe Giorgio e Sabina); Clotilde (n. a Brescia il 6 gennaio 1928, sposata a Luigi Mirelli di Teosa); Carlo (n. a Brescia il 23 gennaio 1930, coniugato con Stanila Lucheschi dalla quale ha avuto Nicoletta, Maria Teresa, Antonio e Maria Cecilia); Giovanni Prospero (n. a Brescia il 19 ottobre 1935, sposato a Ludovica Balbo di Vinadio dalla quale ha avuto Roberta e Nicolò). &lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Il ramo secondogenito fece capo ad Andrea qd. Camillo Luigi coniugato con la contessa Lucrezia Salvadego Molin, vedova del fratello Giuseppe. Da Giuseppe (v.), figlio di Andrea, e da Lucia Greciano nacquero Andrea Mario (v.) e Maria Lucrezia (Myriam) (n. a Brescia il 28 giugno 1899). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ramo terzogenito fece capo a Girolamo qd. Camillo Luigi; da lui e dalla contessa Elisa Marianna Bona nacquero 4 figli: Giovanni Battista, Silvio Andrea (v.), Emilio (v.) e Teresa. Da Giovanni Battista (Brescia, 3 giugno 1875 - Barranquilla (Colombia), 11 gennaio 1951) e da Ginevra Facchi nacquero 8 figli: Girolamo (Brescia, 9 settembre 1900, medico, trasferitosi a Barranquilla, in Colombia, nel 1927 col fratello Paolo); Carla (Brescia, 13 aprile 1901, morta nel 1992); Paolo (Brescia, 6 marzo 1904, dottore in agraria, trasferitosi a Barranquilla); Anna Maria (Brescia, 20 settembre 1906); Camillo (Brescia, 28 marzo 1909, ivi morto il 20 maggio 1910); Camilla (Brescia, 6 luglio 1911, morta nel 1950); Alessandro (Brescia, 10 agosto 1912, ivi morto il I marzo 1914), Maria (n. 1910). Da Silvio Andrea e da Bianca Martinengo di Villagana (n. a Brescia il 20 marzo 1886) nacquero: Elisabetta (Brescia, 7 dicembre 1909); Elena (Brescia, 16 agosto 1912, sposata a Vielmi Mario) e Alessandro (Brescia, 17 ottobre 1915). Da Emilio e da Marina Balardini, sposata il 12 settembre 1912, nacquero: Laura (Brescia, 20 maggio 1914 - 7 ottobre 1916); Carla (Milano, 27 novembre 1924); Clara (Milano, 7 gennaio 1929). La sorella di Giovanni Battista, Silvio ed Emilio, Teresa, nata a Brescia il 26 aprile 1883, andò sposa a Brescia il 24 ottobre 1904 al nob. Alessandro Mazzola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 A Brescia alcuni dei Panciera abitano nel palazzo di via Marsala, 31, già Da Como e già Averoldi. Dopo il 1831 i Panciera furono anche eredi, insieme ai Salvadego, del palazzo Martinengo della Fabbrica in via Dante. A Torbiato i Panciera possedettero la villa Bertoldini già dei Salvi, poi dei Serina, degli Zendrini, di Giov. Battista Brocchi; a Nigoline, una villa che prese il loro nome; a Cellatica, il palazzo già dei Bona; a Collebeato, la villa già di Gerolamo Silvio Martinengo.&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_12]][[Categoria: Lettera_P]][[Categoria: Volume_12 - Pagina_46]][[Categoria: Volume_12 - Lettera_P]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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