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		<title>MADONI Enrico - Cronologia</title>
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		<title>Pgibe il 12:42, 24 apr 2018</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''MADONI Enrico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Brescia, 27 aprile 1862 - 24 settembre 1928). Di Luigi e di Rosa Gualeni. Valente disegnatore, insegnante di disegno già nell'aprile 1884 era tra i promotori del Circolo Artistico Bresciano. Abilitato all'insegnamento presso l'Accademia delle Belle Arti di Milano nel 1885, fu per lunghi anni professore di disegno. Giudicato secondo a parità col primo vincitore del Concorso ministeriale del 1888, ebbe la cattedra a Sassari in quell'Istituto tecnico, quindi insegnò a Trapani, e nel 1893 potè essere trasferito a Brescia, ove insegnò nell'Istituto Tecnico &amp;quot;N. Tartaglia&amp;quot; fino al 1928, anno in cui chiese il collocamento a riposo, e pochi mesi dopo morì. Fu pure insegnante alla scuola di Gavardo, alla Moretto e alla scuola della Società Operante di M.S. di Brescia. Fu nominato membro di commissioni esaminatrici per insegnanti anche a Verona. Orientandosi nel 1920 verso il fascismo ricoprì la carica di vice presidente della Pia Casa d'Industria. Come pittore decorativo si segnalò nell'agosto 1887 partecipando alla mostra della società &amp;quot;Arte in famiglia&amp;quot;; nel settembre 1887 all'Esposizione organizzata dalla stessa Società esponeva quattro quadri di fiori di cui il critico della &amp;quot;Sentinella Bresciana&amp;quot; (8 settembre 1888) , scriveva avere &amp;quot;il difetto di essere troppo dettagliati, troppo scritti, mancando così la macchia e l'effetto&amp;quot;. Nel 1888 era presidente della Società Pittori e affini. Nell'ottobre 1894 partecipava con &amp;quot;Cesto d'arancio&amp;quot; alla Mostra Triennale di Belle Arti di Milano. Nel settembre 1898 veniva premiato con la medaglia di bronzo all'Esposizione di Torino nella sezione didattica per un corso di disegno metrico e tre lavori artistici in acquarello. All'esposizione di Arte Moderna promossa da &amp;quot;Arte in Famiglia&amp;quot; nell'agosto 1902 concorreva con quadri di fiori (specie crisantemi, gigli, dalie e garofani) e con una Madonna che il critico del &amp;quot;Cittadino di Brescia&amp;quot; (28 agosto 1902) giudicava &amp;quot;pregevole per fattura, non troppo ideale per forme&amp;quot;. Fiori definiti &amp;quot;splendidi&amp;quot; dal critico della &amp;quot;Provincia di Brescia&amp;quot; esponeva sempre alla Mostra di Arte Moderna promossa da &amp;quot;Arte in famiglia&amp;quot; nel giugno 1904. Nello stesso anno partecipava con una figura di giureconsulto al Concorso per il Palazzo di Giustizia a Roma. E ancora nell'agosto 1904 partecipava con &amp;quot;Gruppi&amp;quot; all'Esposizione di Palazzo Bargnani e con &amp;quot;Dittici su pergamena&amp;quot; all'Esposizione Bresciana. Nel gennaio 1909 esponeva un altro &amp;quot;Dittico&amp;quot; alla Mostra &amp;quot;Arte in famiglia&amp;quot;. Nel maggio 1916 esponeva alla Mostra degli artisti bresciani e nelle sale della Pinacoteca Tosio Martinengo &amp;quot;graziosi fregi con putti e vivaci cesti di frutta&amp;quot;. Nel maggio 1923 esponeva nel Ridotto del Teatro Grande. Ottenne diplomi di prima classe e menzioni onorevoli alle esposizioni di Sassari (1892), di Torino con medaglia di bronzo (1898), di Brescia con medaglia d'argento (1904). Fu tra i cooperatori della Esposizione Bresciana, premiato di medaglia d'oro. È autore di manuali scolastici sul disegno geometrico, e sulla prospettiva lineare, editi a Brescia dalla Tipografia Vannini (1916), inoltre dell'opera &amp;quot;Il pavimento del Battistero di Firenze&amp;quot; (1914), che trovò l'incoraggiamento di Camillo Boito e l'approvazione di Guido Carocci. Di alcuni suoi disegni si servirono alcuni autori, fra i quali Mons. Fè d'Ostiani per illustrare il libro sul Comune e l'Abbazia di Rodengo. La consumata abilità di disegnatore gli meritò la reputazione di diligente e severo studioso e di artista dalla geniale intuizione. Numerose le sue riproduzioni e i suoi studi. Particolarmente ammirate le miniature, le preghiere e i diversi caratteri disegnati su pergamene incorniciate di fiori e arabeschi policromi. Illustrò anche libri fra i quali quello di Luigi Francesco Fé d'Ostiani &amp;quot;Il comune e l'abazia di Rodengo&amp;quot;, (Brescia 1886).&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_8]][[Categoria: Lettera_M]][[Categoria: Volume_8 - Pagina_28]][[Categoria: Volume_8 - Lettera_M]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe: una versione importata: Import Volume 8</title>
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				<updated>2018-04-24T07:19:48Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import Volume 8&lt;/p&gt;
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				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;Versione delle 07:19, 24 apr 2018&lt;/td&gt;
				&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan='2' style='text-align: center;' lang='it'&gt;&lt;div class=&quot;mw-diff-empty&quot;&gt;(Nessuna differenza)&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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