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		<title>LAVELLONGO - Cronologia</title>
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		<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>Pgibe il 12:31, 24 apr 2018</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''LAVELLONGO'''&lt;br /&gt;
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Antica e potente famiglia guelfa bresciana. Secondo una leggenda riportata dal Miorelli nella storia d'Arco sarebbe discesa da un certo Avellolungo, la cui figlia Fulvia avrebbe sposato l'imperatore Tito. Il nome, secondo P. Guerrini, deriverebbe da un luogo dove passava l'acquedotto longobardo (lavello-longo, lungo bacino) da Mompiano al monastero di S. Giulia e sotto la chiesa di S. Desiderio. Difatti in un atto del 27 agosto 995 un &amp;quot;Dominicus fil. qd. Faustini&amp;quot; sottoscrive &amp;quot;de loco Lavellongo&amp;quot; presso il foro pubblico.&lt;br /&gt;
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Nel 1149, Marchesio qm. Arduino Lavellongo era con il figlio Valperto o Gualperto in rapporto di avocaria con la chiesa e il capitolo di S. Desiderio e presso questo ebbero probabilmente l'abitazione primitiva. A. Sina pensa che i Lavellongo abbiano avuto tra i loro antenati quel Milo judex S. Palatii del 1038. Da lui dovrebbero derivare Oprando e Milone nominati in atti bresciani del 1136 e poi, ancora, Alberto qm. Milone che fu console di Brescia nel 1162, 1177 e 1195 e condottiero delle armi cittadine. I suoi figli e i fratelli Giovanni e Lanfranco erano vassalli del monastero di Leno in Milzano, Gussago, Gottolengo, Fiesse, ecc. e avevano ancora casa &amp;quot;in rua apud Castellum Brixiae&amp;quot; dove fissarono l'abitazione presso la chiesa longobarda di S. Michele. &lt;br /&gt;
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Dai Lavellongo discenderebbero i Griffi di Valcamonica e altre famiglie. Nemici dichiarati di Ezzelino da Romano, i Lavellongo vengono da lui banditi da Brescia. Molti suoi membri si distinguono nelle fazioni del sec. XIII ed occupano cariche in Brescia ed in altre città dell'Italia Settentrionale e Centrale, come Podestà, Capitani del popolo, ecc. Sono orgogliosi di avere le torri più alte di Brescia specie in contrada S. Urbano, vicino agli Ugoni, ai Luzzago e ai Maggi. Hanno ricchi possessi nel territorio di Asola. &lt;br /&gt;
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Borghesino e Rivello sottoscrivono i patti di Gavardo nel 1212. I loro fratelli Vianesio (che si era distinto nella battaglia di Rudiano del 1191) e Florio sono citati in atti di vendita del convento di S. Giulia nel 1203 e 1207. Il 5 gennaio 1225 i Lavellongo con i Gambara, gli Ugoni e gli Orioni sono implicati in una scomunica per eresia, comminata da Onorio III. Il vescovo di Brescia Alberto da Reggio avrebbe dovuto far demolire le case-torri di tali famiglie, azione scongiurata col perdono del Papa. Il 17 dicembre 1234 partecipano all'alleanza con Milano, Bologna, Novara, Lodi e il Monferrato contro Federico II. Nel 1238 si schierano con Federico II e sono con lui al campo imperiale di S. Luca a Goito. Gilberto è segnalato come console di giustizia a Brescia in un documento del 22 dicembre 1240. Vengono poi banditi e confiscati dei beni da Ezzelino da Romano che nel 1258 fa accecare presso Asola, Marco Lavellongo. Lo vendica Federico che il 27 settembre 1259 presso Cassano d'Adda ferisce Ezzelino. &lt;br /&gt;
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Nel 1265 Laffranco guida la riscossa guelfa della città ma rifiuta la signoria di Brescia. Il 9 maggio 1267 Buccio Lavellongo firma presso Castel Romano di Castrezzato l'accordo fra guelfi e ghibellini, mentre il 18 febbraio 1268 Laimirolo Lavellongo fa revocare i provvedimenti di Ezzelino da Romano. Gaetano Lavellongo è l'8 settembre 1279, presente all'inaugurazione del mercato di Montichiari che festeggia la pace fra i Della Scala di Verona e i Bonaccolsi di Mantova. Barufaldino Lavellongo con Tebaldo Brusato emana nel 1284 a Bologna ordinamenti nuovi mentre Renzo Lavellongo è nel 1285 capitano del popolo a Milano e Sarasino Lavellongo è nel 1297 podestà di Bergamo. Nel 1311 Binia Lavellongo, sposa di Odorico D'Arco, induce lui ad aiutare i Bresciani nell'assedio e il fratello Aimerico alla custodia dei passi montani sul Garda. I Lavellongo in tale anno sono tra i promotori della rivolta dei guelfi contro gli imperiali, che finisce con l'acclamazione a signore di Brescia di Tebaldo Brusato. Anche in seguito, nel sec. XIV, sono esponenti del partito guelfo in contrasto con i Visconti e in relazione con i Della Scala. &lt;br /&gt;
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Una bella lapide tombale del 1324 oggi al Museo Cristiano ricorda un Giovanni Lavellongo. Si estinsero poi od espatriarono nel sec. XV. Arma: «D'oro, alla banda di nero»; Cimiero: una testa umana barbuta sopra un collo di drago, squamoso, di verde.&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_7]][[Categoria: Lettera_L]][[Categoria: Volume_7 - Pagina_81]][[Categoria: Volume_7 - Lettera_L]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe: una versione importata: Import Volume 07</title>
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				<updated>2018-04-23T22:53:03Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import Volume 07&lt;/p&gt;
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				&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan='2' style='text-align: center;' lang='it'&gt;&lt;div class=&quot;mw-diff-empty&quot;&gt;(Nessuna differenza)&lt;/div&gt;
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		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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