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		<title>IPPICA - Cronologia</title>
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		<title>Pgibe: una versione importata: Import volume 6</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import volume 6&lt;/p&gt;
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				&lt;tr style='vertical-align: top;' lang='it'&gt;
				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;← Versione meno recente&lt;/td&gt;
				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;Versione delle 19:57, 14 gen 2018&lt;/td&gt;
				&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan='2' style='text-align: center;' lang='it'&gt;&lt;div class=&quot;mw-diff-empty&quot;&gt;(Nessuna differenza)&lt;/div&gt;
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		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe il 07:55, 14 gen 2018</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''IPPICA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In auge fin dai tempi antichi, si sviluppò nella sua formulazione moderna in Inghilterra dove, sotto le mura di Londra, nel 1174 fu corsa la prima gara di cavalli. Sempre in Inghilterra, nel sec. XVI si andò perfezionando la selezione di cavalli da corsa e dal 1750 nacque nel Jockey Club la prima società ippica. Dall'Inghilterra lo sport ippico si diffuse alla fine del sec. XVIII in Francia e nel secondo Ottocento in Europa e fuori; l'Italia fu la terza nazione ad introdurlo. Una tradizione dell'uso sportivo del cavallo in Italia e anche nel Bresciano risaliva al medioevo con tornei e giostre, a volte combattutissime. Prese caratteristiche di vero sport con la fondazione della scuola di equitazione &amp;quot;La Cavallerizza&amp;quot; istituita con decreto del Governo Provvisorio bresciano del 13 Brumale (3 novembre 1797). Questa scuola sovvenzionata con 7000 lire e poi con altre 3000 lire, fu diretta prima dalle autorità comunali e poi da una apposita commissione. Nel 1845 circa venne sistemata nell'ex chiesa di S. Antonio in via Cairoli dove rimase per oltre un secolo. Nel 1879 veniva fondata la Società Ippica Bresciana per le corse ai cavalli e per il miglioramento della razza equina. Le prime manifestazioni ippiche si ebbero in occasione della fiera di agosto a Campo Marte verso il 1880. I primi cavalli trottatori furono quasi tutti di provenienza russa, i cavalli galoppatori inglesi. I primi cavalli furono Pandalo, Krolick, Dester, Ruskidej, Sakoldow, Milton, Cesarina, Chi lo sa, Cambronne, Letoun, Ammagliatore, Nelson, Sansonet ecc. A guidarli erano gli stessi proprietari: il conte Francesco Martinengo, Lavo, Dusi, ecc. Le gare andarono poi assumendo sempre più importanza. Fra i primi allevatori o proprietari di cavalli da corsa furono i conti Maggi, i Ferrante, i conti Valotti, il nob. De Rosa, il cav. Guindani, il conte Bonoris, il conte Premoli. Avevano cavalli di razza gli ufficiali del Nizza cavalleria di stanza in città. Nel 1887 venne fondata la Società Ippica di Brescia con lo scopo «d'effettuare corse periodiche di cavalli, e di incoraggiare l'allevamento ed il commercio dei cavalli nella provincia di Brescia. Art. 2 - Sono dichiarate prove utili al miglioramento della produzione equina: a) Le corse piane e ad ostacolo al galoppo; quelle di resistenza e velocità al trotto od al galoppo; quelle di velocità, al puro trotto. b) esposizione e fiere di cavalli e premi agli allevatori». Ne fu primo presidente il nob. Lelio Fenaroli. Lo statuto venne modificato in una assemblea dei soci del 17 settembre 1904. Per oltre un trentennio la Società organizzò corse al trotto e concorsi ippici. Sciolta nel 1915 allo scoppio della guerra, passarono alcuni anni prima che venisse ripresa l'attività ippica vera e propria. Nel febbraio 1920 il cav. Carlo Villa lanciava un appello per la ricostituzione della società, che si concretizzò nell'Unione Ippica Bresciana fondata il 5 maggio 1920 e della quale fu primo presidente il conte Angelo Medolago. Prima sua attività fu l'istituzione di una Commissione che, visitando oltre tremila soggetti in parecchi centri della provincia, iniziò una azione di selezione e di miglioramento negli allevamenti, premiando gli stalloni, le fattrici, le puledre e le cavalle erariali migliori. Il 29 marzo 1894 gli ufficiali del reggimento Nizza cavalleria organizzavano nella brughiera di Poncarale un &amp;quot;paper hunt&amp;quot; al quale parteciparono i migliori equipaggi bresciani (il conte Berardo Maggi, Ferrante, il barone Monti, i conti Fè, Lelio Fenaroli, Calini, Brognoli la contessa Maggi ecc.), ma anche milanesi, veronesi ecc.; prime scuderie ad imporsi furono quelle dei Morelli di Pralboino e del cav. Ambrogio Vertua di Quinzano che con i suoi cavalli trottatori vinse corse a Ravenna, Milano ecc. e nell'agosto 1894 a Piacenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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La Società Ippica organizzava, per l'agosto 1896, il primo grande concorso ippico nazionale comprendente due categorie: 1) cavalli da sella d'ogni razza-peso ad andatura liberi; 2) cavalli da caccia-peso libero - andatura, galoppo. Altro concorso ippico venne organizzato per l'11 settembre 1898 e vide presenti a Campo Fiera sportmens provenienti da Milano, da Verona, Padova, Vicenza, Treviso, Cremona, Mantova, Bologna, Firenze, Torino, Parma e persino da Roma, oltre a ufficiali delle armi a cavallo del III e V Corpo d'armata. I concorsi ippici si susseguirono negli anni seguenti sempre con notevoli successi. Per quello dell'agosto 1902 venne adattato ad ippodromo, sotto la direzione dell'ing. Barucco, Campo Marte. Nel marzo 1903 ebbe luogo il I° &amp;quot;Gentlemens circus&amp;quot; presenti i nomi più noti della società bresciana. Rilievo ebbe il Concorso ippico del'agosto 1904 in occasione del II Convegno-Congresso del Touring Club Italiano. Nel 1910 nuovo impulso all'Ippica venne dalla presenza a Brescia dell'Aquila Cavalleria, il cui comandante, col. Amilcare Giacometti, si distinse in modo particolare. Con la nascita dell'Unione Ippica Bresciana, ripresero anche i Concorsi ippici. Particolare rilievo ebbe quello di Brescia del 3-9 settembre 1921 di cui fu anima il cav. Da Ponte e che si svolse nello stadium di viale Venezia della Società Gymnasium, con la partecipazione dei migliori sportivi e cavalli italiani.  Nel settembre dello stesso anno si tenne a Maderno il primo concorso svoltosi in provincia. In gare provinciali e extraprovinciali si distinguevano soprattutto gli stalloni del conte Medolago di Villagana. La ripresa del'attività ippica rilanciò anche gli allevamenti. Nel 1921 nasceva a Campagnole di Alfianello un Consorzio stallonieri promosso dall'ing. Luigi Morelli di Pralboino. Di grande richiamo fu il Concorso Ippico Nazionale tenutosi nel settembre 1923 sotto la direzione del cav. Mazzotti che vide presenti cavalleggeri come i maggiori Ubertalli ed Antonelli, che vinse la Coppa Giorgio V; i capitani Ricci, Morelli, Barottini, Pialosa, Morigi, Paolucci delle Roncole, Piazzola, Miccichè, Giantoni, Borda ecc, i tenenti Manetto, Fraghy, Nolli, Petroni, Berti, Segui, Passino, Barendson, Saraceno, Renzi, Zuccoli, De Stasio, Pergami, Lodi, ecc, i gentlemens Raguzzi e Magnani. Tra i cavalli concorrenti: Damaso di Widor, Cevedale, Caldaro, Re Sole, Varone, Gallinelle Virgilio, Salto, Bacone, Ronco, Fenicio, Esanofele, Pas-par-tout, Valenzio, Bacce, Zenit II il piccolo grigio arabo che è l'idolo delle folle di tutti gli ippodromi, Zingomello, Baione, Cento, Cady, Perchè, Monte Grappa, Bicchierino, ecc. Il 2 dicembre ritornava a Maderno, sotto il patronato di Gabriele D'Annunzio, il Concorso ippico del Garda. L'Unione Ippica entrata subito in crisi venne ripresa nel novembre 1924 e ne risultò presidente il nob. col. Gherardo Averoldi. In effetti l'Unione fin dal maggio 1925 rilanciava un programma di potenziamento degli allevamenti e del libro genealogico indicendo per il 30 agosto una &amp;quot;Rassegna ippica provinciale&amp;quot; che ebbe lusinghiero successo. Il 1930 sembrò segnare un rilancio dell'ippica bresciana con l'inaugurazione del nuovo ampio ippodromo di Leno, promosso dall'Unione Sportiva Lenese con l'appoggio del Municipio (battezzato poi Pista Vittoria) ed inaugurato l'11 maggio, e le prime grandi vittorie del conte Alessandro Bettoni. Nel frattempo continuava, specialmente nella brughiera di Montichiari, la caccia a cavallo con folte presenze di signori e di dame. La ripresa si ebbe dal 1933 in poi con il potenziamento dell'ippodromo di Leno grazie al dott. Falconi, al cav. Gatti, a De Giuli e a Bresciani. All'uopo venne costituito un comitato di lavoro nel quale venne chiamato Renzo Castagneto. Sul campo, chiamato la &amp;quot;San Siro&amp;quot; bresciana, si insediò con molti box la scuderia del comm. Daniele Palazzoli. Continuavano intanto i successi del conte Bettoni che il 30 giugno 1939 alle molte vittorie aggiungeva il &amp;quot;Trofeo d'oro&amp;quot; del re d'Inghilterra. La II guerra mondiale interruppe gare e concorsi, ma già nel 1945 il conte Bettoni, aiutato dall'ing. Pietro Barboglio, si adoperava a che riprendesse la Scuola di equitazione. Nonostante le difficoltà, in soli quattro anni di intenso e difficile lavoro la scuola, anche attraverso la passione del suo direttore tecnico conte Alberto Tommasi di Vignano e dell'istruttore maresciallo Galante, già del Centro Ippico di Pinerolo, riusciva ad inviare la prima rappresentativa al Saggio delle Scuole di Roma, ove si conquistava il settimo posto sulle dodici concorrenti e la signorina Olga Gorno Tempini vinceva il campionato assoluto degli allievi. Negli anni successivi Brescia era sempre presente alle manifestazioni di Roma, migliorando la sua classifica fino a raggiungere, nel 1951, il terzo posto sulle tredici concorrenti. Fra i primi a distinguersi degli allievi del maestro Galante fu Emilio Moglia. La scomparsa del conte Bettoni, morto improvvisamente nell'aprile 1951 in Piazza di Siena a Roma durante lo svolgimento del C.H.I.O., non rallentò l'attività ippica. Nel 1952 la Scuola mandava i suoi allievi ai vari Concorsi Nazionali ove si classificavano ottimamente le signorine Morotti e Quarenghi e l'allievo Rossetti e ove Chiarini conquistava il suo primo premio in una gara nazionale. Di grandissimo rilievo fu il I° Concorso Ippico Internazionale &amp;quot;Coppa A Bettoni&amp;quot; tenutosi in notturna allo stadio comunale di Brescia il 12-13-14 giugno 1953 preparato da un Comitato promotore, presieduto dal conte Luigi Martinoni di Caleppio. Le vittorie della coppia Nelly Pasotti e Graziano Mancinelli portarono ancora in primo piano l'ippica bresciana, e portarono alla creazione della scuderia di Concesio. La vittoria di Mancinelli su Ambassador alle Olimpiadi di Monaco del 1972, portò i concorsi ippici alle Roncaglie di Concesio, fra cui quello dell'ottobre 1972 vinto da Raimondo d'Inzeo. Negli stessi anni, specie nel 1974, echi di vittorie della scuderia dei fratelli Fausto e Franco Ferrari di Villa Carcina giungevano da Sidney in Australia. Rilievo ebbe sempre l'ippodromo di Leno, specie nelle corse di primavera e dell'ottobre, di cui divenne patron Adamo Pasotti. Il 6 giugno 1977 venne aperta la pista del galoppo della &amp;quot;Santissima&amp;quot; di Gussago che, grazie ad un gruppo di appassionati, tra cui il dottor Belponer, andò sviluppandosi in un centro ippico esemplare. Si continuava a ripetere anche a Maderno il concorso ippico &amp;quot;Riviera del Garda&amp;quot;. &lt;br /&gt;
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L'attività ippica bresciana intanto dava sempre migliori frutti sul piano dei concorsi nazionali ed internazionali, con le vittorie di Filippo Grasso Caprioli, campione italiano allievi nel 1977-1978-1979 e vincitore poi di numerosissimi premi. Nel 1980 funzionavano la Società della Cavallerizza &amp;quot;Bettoni&amp;quot;, come scuola riconosciuta Fise e con notevole attività agonistica e il Centro Ippico sportivo West Garda, di Padenghe sul Garda. Nel settembre 1981 a Bedizzole, organizzata dal circolo ippico scuderia Amadei, con il patrocinio dell'Ante e dell'Agriturist, con la collaborazione del comune di Bedizzole e «sponsorizzata» dalla ditta bedizzolese Pasinflex, si corse la &amp;quot;Cento-cavalli&amp;quot; primo raduno equestre provinciale. Il 1981 venne definito come l'anno della &amp;quot;febbre del cavallo&amp;quot;. Si moltiplicarono infatti le Società: la &amp;quot;Società ippica di Franciacorta&amp;quot; inaugurata alla Breda di Passirano il 16 novembre 1981 con 150 soci divenuti in un anno 300; il club &amp;quot;La Favorita&amp;quot; con sede nella cascina S. Martino di Porzano; l'ippoclub &amp;quot;La Macchia&amp;quot; di Manerbio sorto nel gennaio 1981; la scuola di Equitazione del Milanino a Villanuova. Andavano moltiplicandosi anche le scuderie, le corse e i concorsi a Bedizzole, Carpenedolo e Manerbio. Il 18 marzo 1984 il parco Calini di Bedizzole ospitava il I° Concorso ippico interregionale con circa 80 cavalli iscritti.&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_6]][[Categoria: Lettera_I]][[Categoria: Volume_6 - Pagina_253]][[Categoria: Volume_6 - Lettera_I]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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